Rassegna Stampa Novembre 2012

71esima sessione internazionale dello European Youth Parliament

Dal 2 novembre all’11 novembre, ad Amsterdam si è tenuta la 71esima sessione del Parlamento europeo Giovani, sotto l’alto patronato del presidente della Commissione europea José Manuel Barroso. Lo European Youth Parliament riunisce i giovani partecipanti in 100 sessioni ogni anno per dibattere e confrontarsi sui temi d’attualità dell’agenda europea. Lo EYP rappresenta una piattaforma unica nel suo genere per una cittadinanza europea attiva da parte dei giovani. Ad Amsterdam, in questi giorni, 300 ragazzi da oltre 36 Paesi hanno dibattuto sulle principali questioni europee e sulle direzioni che l’Unione dovrebbe prendere per il futuro.

Le risoluzioni che sono state approvate durante l’Assemblea generale saranno raccolte in un opuscolo che verrà trasmesso alla Commissione e al Parlamento europeo oltre che al Consiglio d’Europa.

http://www.eypej.org/

http://www.amsterdam2012.eu/

 

Ansa.it

Bce: Ue, impossibile decidere oggi su nomina Mersch

5 novembre 2012

Salta la nomina formale del lussemburghese Mersch nel board della Banca centrale europea. La Spagna è stata l’unico Paese ad opporre il veto contro tale nomina , senza fornire motivazioni. Secondo alcune fonti la Spagna avrebbe un suo candidato da proporre, ma non femminile così come richiesto dal Parlamento europeo. Con la fine del mandato di José Gonzalez lo scorso Giugno, la Spagna non ha più nessun rappresentate nel board dell’Eurotower e nel momento in cui è stata scelta la procedura scritta di assenso che richiede l’unanimità, il veto spagnolo è stato determinante.

Ci si augura che la questione si risolva nel prossimo Consiglio europeo del 22-23 Novembre perché il board della BCE è senza un membro ormai da Giugno.

http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2012/11/05/Bce-Ue-impossibile-decidere-oggi-nomina-Mersch_7743483.html

 

Il Sole 24 Ore

Il dialogo resta difficile, ora serve una sola voce

Chiara Bussi – 5 novembre 2012

Quello che prima della crisi sembrava un sogno possibile da realizzare, oggi appare più che mai un miraggio lontano. La Ue resta esclusa dal dialogo tra i due “giganti” di Washington e Pechino. La crisi – spiega Vittorio Emanuele Parsi, docente di Relazioni internazionali al l’Università Cattolica – ha complicato i giochi: ha costretto la Ue a chiudersi in se stessa per risolvere i suoi problemi. Quando guardano alla Cina i Paesi europei non parlano con una sola voce, ma si confrontano con Pechino in ordine sparso, trovando un’unità di intenti solo nel difendere le proprie merci e i consumatori dall’avanzata cinese. Per imporsi sul piano politico nel dialogo con Pechino l’Europa dovrà giocare due carte strategiche:da un lato, la Ue deve accelerare il percorso verso l’Unione politica per presentarsi a livello internazionale come soggetto unitario. Dall’altro, è indispensabile sviluppare una politica verso l’Africa.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-11-07/dialogo-resta-difficile-serve-170324.shtml?uuid=Ab7ctw0G&fromSearch

 

Presseurop – International Herald Tribune

Cresce la sfiducia nel parlamento europeo

6 novembre 2012

James Kanter

Secondo l’Eurobarometro che ha realizzato un sondaggio sulla conoscenza e l’immagine del Parlamento europeo, le percentuali di apprezzamento sono in netto calo rispetto al 2008. Il fatto preoccupante è che aumentano le persone che hanno un’immagine negativa del Parlamento proprio nel momento in cui molti leader europei sono convinti che per uscire dalla crisi sia necessario rafforzare le istituzioni europee, a partire dal Parlamento. Eppure lo stato attuale dell’unica istituzione europea democraticamente eletta dell’Ue non è dei migliori, tra scandali di corruzione ed eccessiva ingerenza delle lobby.

http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2998201-cresce-la-sfiducia-nel-parlamento-europeo

 

La Repubblica

Il treno dell’Europa è ripartito ma l’Italia politica non se ne accorge

Antonio Puri Purini – 7 novembre 2012

Rispetto alle incertezze dei mesi scorsi, appare chiaro che un’Unione integrata è il solo strumento per uscire dalla crisi finanziaria e dare fiducia ai suoi 500 milioni d’abitanti. Si lavora alacremente a un meccanismo che garantisca la stabilità dell’eurozona, ma a giudicare dai comportamenti non pare che la classe politica italiana abbia colto questa novità. Appare più chiara l’incapacità della politica di proporre un progetto per il Paese, non bisogna quindi stupirsi se l’Europa, invece di essere protagonista, è assente dal dibattito nazionale. Gli italiani sono frastornati. D’altra parte nessuno spiega che l’unità europea tutela contro le incognite della globalizzazione. Qualcuno dovrà pur battersi per portare l’Europa al centro della discussione, smuovere i giovani dalla loro pigrizia, fronteggiare il tema della condivisione della sovranità in coerenza con la posizione storica dell’Italia.

http://www.corriere.it/opinioni/12_novembre_07/puri-purini-treno-europa-ripartito_a3dfc316-28b4-11e2-9e66-88ac4e174519.shtml

 

Internazionale

Fatemi votare!

7 novembre 2012

Lee Marshall

L’articolo di opinione riporta in auge la mai sopita discussione sul diritto di voto dei cittadini di uno stato membro dell’Unione Europea residenti sul territorio di un altro stato membro sottolineando come sia una richiesta ancora forte da parte di questi cittadini quella di vedersi data la possibilità di partecipare alle procedure di voto nazionali.

http://www.internazionale.it/opinioni/lee-marshall/2012/11/07/fatemi-votare/

 

Presseurop

La prossima guerra dell’UE

Gabriele Crescente

7 novembre 2012

L’Unione europea si sta preparando alla sua prossima guerra che combatterà contro i tuareg e fondamentalisti islamici che hanno preso il controllo del nord del Mali. Da tempo si parlava di questo intervento ma ora, grazia della Francia, l’operazione sta prendendo profili più concreti. La maggiore preoccupazione riguarda il pericolo che attentatori islamici si preparino in quei territori per poi scagliarsi contro obiettivi europei. Invece Germania e Stati Uniti suggeriscono un atteggiamento più prudente in quanto tale intervento rischierebbe di essere controproducente rispetto al potere di Al Qaeda nell’area, che potrebbe accrescersi dopo un’eventuale fallimento della missione e determinare una situazione di stallo come in Somalia o Afghanistan. Nonostante ciò, il Presidente francese Hollande è risoluto ad andare avanti e i piani di intervento saranno sottoposti al Consiglio di Sicurezza dell’Onu a metà Novembre.

http://www.presseurop.eu/it/content/blog/3004151-la-prossima-guerra-dell-ue

 

Presseurop – Trouw, Frankfurter Allgemeine Zeitung

Miliardi di euro perduti nei prati

7 novembre 2012

il 6 novembre la Corte dei conti europea ha presentato il suo rapporto sull’esecuzione del budget 2011 dell’UE. Quello che ne è derivato è che il 3,9% delle spese sono ingiustificate, con un incremento dello 0,2% rispetto all’anno precedente. I settori più coinvolti sono la pesca, lo sviluppo rurale, l’ambiente e la salute. Le opinioni sulle cause di questi miliardi andati sprecati sono diverse: c’è chi li considera errori di procedura con una minima parte di casi sleali, altri lamentano il fatto che il problema sia dei controlli che risultano poco efficaci, infine c’è una parte di commentatori che li considera deliberate frodi alle istituzioni europee.

http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3002801-miliardi-di-euro-perduti-nei-prati

 

La Repubblica

Ue: “Niente ripresa fino al 2014 Italia disoccupati verso l’11,8%”

7 novembre 2012

La Commissione europea ha pubblicato le nuove stime sull’economia dell’Ue e dell’Eurozona. Mancheranno gli obiettivi Grecia e Spagna, per la Francia deficit sarà oltre il 3% e niente pareggio di bilancio per il nostro paese. l’Italia è in profonda recessione e il picco della crisi non è ancora arrivato, a cominciare dal fronte del lavoro. Il tasso di disoccupazione nel nostro Paese, dopo aver raggiunto il 10,6% quest’anno, continuerà a salire raggiungendo picchi record dell’11,5% nel 2013 e dell’11,8% nel 2014. Appena meglio la situazione nell’Ue dove sarà all’11,7%. La Ue e la zona dell’euro “stanno navigando in acque agitate”: così il commissario Ue Olli Rehn. “Importanti decisioni politiche hanno posto le basi per rafforzare la fiducia” e gli stress dei mercati sono stati ridotti “ma non c’è spazio per compiacersi”.

http://www.repubblica.it/economia/2012/11/07/news/ue_italia_disoccupazione_crisi-46108198/?ref=search

 

Presseurop – Die Welt

Il ventottesimo Stato membro

Von Stefanie Bolzen und Johnny Erling

8 novembre 2012

L’UE ha un membro segreto che è rappresentato dalla Cina, ossia il primo partner commerciale dell’Unione dopo gli Stati Uniti. In realtà a Bruxelles c’è molto da preoccuparsi. All’inizio di settembre il ministro degli esteri ha invitato a Pechino 16 Paesi dell’Europa orientale e centrale, con lo scopo di celebrare la creazione di una nuova associazione tra i Paesi centro-est europei chiamata Cee. Ne fanno parte 16 Stati di cui 10 sono membri dell’UE. Sembra chiaro che la Cina sta continuando a stringere relazioni con gli Stati europei sul principio del “divide et impera”, questo almeno finché Bruxelles non fornirà delle risposte su questioni di particolare interesse per i cinesi.

http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3008261-il-ventottesimo-stato-membro

 

Presseurop – Süddeutsche Zeitung, Le Temps

La cura della dottoressa Merkel non convince i pazienti

8 novembre 2012

Il 7 novembre, la Cancelliera tedesca Angela Merkel si è presentata davanti al Parlamento europeo per illustrare una visione dell’Europa che ormai la vede sempre più isolata nel panorama comunitario. La Cancelliera propone un’ingerenza inedita negli affari interni degli Stati che questi non sono disposti ad accettare. Il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung critica aspramente queste posizioni degli Stati membri che definisce “maggioranza letargica”. Invece lo svizzero Les Temps contesta le soluzioni proposte dalla Merkel perché si tratterebbe di elementi non considerano che il problema dell’Europa è anche e soprattutto “di testa”, ossia si evidenzia nella incapacità di proiettarsi verso il futuro.

http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/3007791-la-cura-della-dottoressa-merkel-non-convince-i-pazienti

 

La Stampa

Un’America più forte e più vicina all’Europa

Giulio Terzi – 8 novembre 2012

Il Ministro degli Esteri si sofferma sull’elezione al secondo mandato del presidente Obama per affermare che sulla scorta della comune esperienza di sacrificio delle popolazioni europea e americana, è possibile individuare la visione politica sulla direzione da prendere per uscire dalla crisi e per utilizzare le opportunità che essa offre per un miglior governo dei processi politici ed economici sulla quale poggerà la rinnovata convergenza tra Stati Uniti ed Europa.

http://www.lastampa.it/2012/11/08/cultura/opinioni/editoriali/un-america-piu-forte-e-piu-vicina-all-europa-tTZcuwNvtXCaVSpdtyK8NM/pagina.html

 

La Stampa

Ue: Gb, sondaggio: 49% favorevole a uscita dall’Unione

9 novembre 2012

Il 49% dei britannici sarebbe pronta a votare a favore di un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea, contro un 28% che preferirebbe rimanere e un 17% di incerti: è quanto risulta da un sondaggio della YouGov pubblicato il giorno dopo la visita a Londra del Cancelliere tedesco Angela Merkel.

Un’analoga rilevazione condotta in Germania dà invece il 57% dei tedeschi favorevoli a rimanere nell’Ue contro un 25% di contrari. Il sondaggio è stato condotto su un campione di 1.637 britannici e 1.018 tedeschi, senza che sia stato specificato alcun margine di errore.

http://www.lastampa.it/2012/11/08/ue-gb-sondaggio-favorevole-a-uscita-dall-unione-ljX9DvPD80emg2EYKkTyLM/pagina.html

 

Presseurop – Le Soir

Obama e l’Europa, stessa sfida

Béatrice Delvaux

9 novembre 2012

Il presidente degli Stati Uniti appena rieletto, Barack Obama, condivide con i leader europei la stessa visione di società, una società tollerante e solidale. La sfida è ora dimostrare ai cittadini che questa idea è realistica e attuabile. Obama e i leader europei hanno tutto l’interesse ad unire le loro forze per conservare le speranze di “un’opportunità per tutti”, anche perché essi fronteggiano gli stessi nemici: deficit di bilancio, crisi strutturale, individualismo dilagante.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/3012611-obama-e-l-europa-stessa-sfida

 

La Stampa

Italia-Turchia: Ambasciatore turco: Ue senza di noi incompleta

9 novembre 2012

Hakki Akil, ambasciatore turco in Italia, sottolinea la centralità del ruolo turco sulle rive del Mediterraneo e in Medio Oriente. “La Turchia cerca di fare tutto il possibile affinché la crisi siriana non diventi una crisi regionale”, ammonisce, ed indirizza un commento a Israele. L’Italia, quarto partner commerciale della Turchia, con un interscambio nel 2011 a 15,6 miliardi di euro, potrà contare sulla Turchia come ponte per le sue imprese verso i mercati orientali. L’influenza di Ankara ha ormai superato la dimensione regionale e l’adesione all’Ue “sarà un vantaggio, non un peso”.

http://www.lastampa.it/2012/11/09/italia-turchia-ambasciatore-turco-ue-senza-di-noi-incompleta-qWJPq0dEz6FDtpXkaqQoyH/pagina.html

 

La Repubblica

Gelo inglese e l’Europa

Piero Ottone – 10 novembre 2012

L’Europa è in crisi, e l’Inghilterra, ben sistemata oltre la Manica, ci osserva con crescente freddezza, con scetticismo: qualcuno sospetta, con ostilità. Pareva dopo la guerra che gli inglesi credessero nell’Unione europea, ma se è vero che essi sono favorevoli a una stretta collaborazione europea, ritengono che la federazione europea, quale è stata sognata dai padri fondatori non sia realizzabile. Pertanto, seguono gli Stati sul continente lungo le strade che ritengono percorribili e prendono le distanze in caso contrario. L’euro esiste e per salvarlo si potranno conferire più ampi poteri alla Banca centrale, si potranno seguire altre strade, ma ogni politica che abbia come premessa gli Stati Uniti d’Europa non troverà consensi oltre Manica perché gli inglesi la ritengono un’utopia.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/11/10/gelo-inglese-leuropa.html?ref=search

 

L’Occidentale

Cosa non permette la creazione degli “Stati Uniti d’Europa”

Lasha Zilpimiani – 12 novembre 2012

L’Unione europea che doveva avere una politica estera forte e coesa, e che doveva essere la prima economia mondiale, non si è mai verificata e le basi che avrebbero dovuto garantire la convivenza pacifica tra tutti gli stati membri hanno iniziato a cedere. L’autore individua un nuovo direttorio di potenze all’interno dell’UE e indica nello scontro tra le posizioni di queste il vero ostacolo all’integrazione politica

http://www.loccidentale.it/node/119459

 

La Repubblica

Eurogruppo, sì a due anni in più alla Grecia. Divergenze con l’FMI , si decide il 20 novembre

13 novembre 2012

I ministri delle finanze dei 17 Paesi dell’eurozona ieri si sono trovati d’accordo nel concedere due anni supplementari alla Grecia per la riduzione del deficit sotto il 3%, dal 2014 al 2016. Tuttavia la decisione circa lo stanziamento di un’ulteriore tranche da aiuti da 31, 2 miliardi di euro è stata rimandata alla riunione del 20 novembre. Il principale problema da risolvere resta la sostenibilità del debito e il suo rifinanziamento, questioni su cui il disaccordo con il FMI resta notevole.

http://www.repubblica.it/economia/2012/11/13/news/grecia_13_novembre-46506631/?ref=HREC1-1

 

Presseurop – El Périodico de Catalunya

A Gaza nessuno aspetta l’Europa

Rossa Massagué

21 novembre 2012

L’escalation bellica tra Israele e la Striscia di Gaza ha mostrato nuovi attori protagonisti nel processo di mediazione, come l’Egitto di Morsi, la Turchia e il Quatar. Questi cambiamenti sono figli della primavera araba, cambiamenti che hanno profondamente confuso l’Ue. Essa ha perfino problemi nel rilasciare un comunicato stampa congiunto. Lunedì 19 novembre, mentre i ministri degli esteri stavano lavorando ad un documento Regno Unito e Francia sostenevano la necessità di chiedere a Israele di non lanciare un attacco di terra. Alla fine però il capo della diplomazia europea Catherine Ashton ha imposto il suo punto di vista, spalleggiata dalla Germania. La realtà mostra che l’Unione europea sta rinunciando ad avere un ruolo nella risoluzione di un conflitto che si svolge a pochi km dal suo territorio.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/3061341-gaza-nessuno-aspetta-l-europa

 

Presseurop – Libération

Il suicidio della Commissione

Jean Quatremer

23 novembre 2012

In questi giorni cruciali per la definizione del bilancio dell’Unione 2014-2020, la Commissione europea è stata del tutto assente dai dibattiti, mentre dovrebbe difendere davanti agli Stati la sua proposta di legge di programmazione per il bilancio. Storicamente la Commissione ha sempre avuto un ruolo fondamentale nella battaglia del bilancio, per il suo ruolo promotore e i mezzi che dispone per orientare l’Unione tutta, così è stato soprattutto sotto la presidenza di Jacques Delors fra il 1985 e il 1995. Ad oggi l’incapacità di comunicare con i media del Presidente Manuel Barroso e la sua assenza, hanno lasciato campo libero agli Stati membri e al ruolo del Consiglio europeo guidato da Herman Van Rompuy.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/3071621-il-suicidio-della-commissione

 

La Repubblica

Draghi: “Bce ha evitato il disastro” Pronto al via lo scudo anti-spread

23 novembre 2012

Il Presidente della Bce Mario Draghi è intervenuto in occasione del congresso delle banche europee a Francoforte, sottolineando il ruolo fondamentale dell’istituzione da lui guidata. Dopo il via libera al piano di acquisto di bond sul mercato secondario a breve scadenza, il banchiere ha ribadito come la Bce sia pronta a intervenire con lo scudo antispread, se i governi ne facessero richiesta. Concludendo sull’Unione bancaria, Draghi ha chiesto che sia fatta in maniera “veloce” ma soprattutto “bene”.

http://www.repubblica.it/economia/2012/11/23/news/draghi_bce_ha_evitato_scenario_disastroso-47243130/?ref=search

 

La Repubblica

Ue, federare il debito per battere la crisi

Stefano Sylos Labini, Giorgio Ruffolo

23 novembre 2012

La perdurante crisi economica e l’incapacità dell’Unione europea di contrastarla mostrano sempre di più la necessità di procedere verso una Federazione Europea. La preoccupazione è che l’idea di Federazione della Germania, che sembra voglia costituire un Superstato europeo a guida tedesca, è completamente diversa da quella degli altri Stati membri. Oggi il problema più grave dell’Unione Monetaria Europea è quello dei diversi rapporti tra debito e PIL nei vari Paesi, un’asimmetria che sta bloccando la trasmissione delle decisioni di politica monetaria. Gli obiettivi strategici concordati sotto l’impulso della Germania consistono nell’obbligo del pareggio di bilancio e nel fiscal compact, tale politiche faranno perdere agli Stati qualunque autonomia sulle loro politiche di bilancio. Invece la soluzione più efficacie sarebbe quella di federare il debito dei paesi dell’Unione Monetaria, così gli Stati in difficoltà verrebbero sottratti alla morsa della speculazione finanziaria poiché farebbero parte di un’entità sovranazionale molto più forte sul piano economico e su quello politico.

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/11/23/ue-federare-il-debito-per-battere-la.html?ref=search

 

Presseurop – Financial Times

C’è ben altro oltre al budget

Wolfgang Münchau

26 novembre 2012

A prescindere dalle cifre altisonanti indicate da alcuni, il bilancio dell’Unione al centro del dibattito rappresenta in realtà solo lo 0,03% del bilancio complessivo europeo. Il motivo per cui si dà tanta importanza ai negoziati sul budget e il premier inglese David Cameron insiste tanto sul congelamento del bilancio risiede nelle loro implicazioni: un budget congelato significa che l’Ue è bloccata. Dimentichiamo dunque l’agenda 2020 e qualsiasi altra pretesa di politica per lo sviluppo della crescita. È importante poi sottolineare come il progetto più importante dell’Ue resta un mercato unico zoppo.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/3079371-c-e-ben-altro-oltre-al-budget

 

Ansamed

Eurogruppo vicino ad un accordo su Grecia, poi palla al FMI

26 novembre 2012

L’eurogruppo è vicino nel trovare un’intesa comune a livello europeo da sottoporre poi al Fondo Monetario Internazionale, che dovrebbe autorizzare la nuova tranche di aiuti. Tuttavia la decisione potrebbe slittare al prossimo vertice dell’eurozona del 3 dicembre. L’intesa mira a ridurre i tassi di interesse dei prestiti bilaterali concessi alla Grecia, la cessione di una parte dei guadagni realizzati da Bce e banche centrali sui titoli greci nei loro portafogli, oltre all’utilizzo del fondo EFSF sul mercato secondario per il riscatto del debito greco. A queste soluzioni prospettate da tempo, si potrebbe aggiungere la soluzione più radicale, cui la Germania è tanto avversa, ossia un nuovo taglio del debito greco, anche se a partire dal 2015.

http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/economia/2012/11/26/Eurogruppo-vicino-accordo-Grecia-poi-palla-FMI_7857508.html

 

Presseurop – La Tribune

Mersch, un altro schiaffo alla democrazia

Romaric Godin

26 novembre 2012

In occasione del vertice europeo del 22 e 23 novembre, il Consiglio europeo ha confermato la nomina del lussemburghese Yves Mersch nel board della BCE, nonostante il voto contrario del Parlamento europeo. Questa decisione dimostra il reale peso del Parlamento, a discapito del trattato di Lisbona. Ormai sembra chiaro che i capi di Stato e di governo non vogliono sentire altra voce che la loro e ciò avrà gravi conseguenze, non solo su questioni come quella di Mersch, ma anche sulla gestione della crisi del debito. Il recente fallimento dell’Eurogruppo sulla Grecia ne è una dimostrazione.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/3078121-mersch-un-altro-schiaffo-alla-democrazia

 

La Repubblica

Ue, la Corte di giustizia dà ragione all’Italia, no a bandi di concorso solo in tre lingue

27 novembre 2012

La Corte di giustizia europea, nella sentenza di oggi, ha dato ragione all’Italia, che aveva fatto ricorso contro la pratica di pubblicare i bandi in tre sole lingue. Il no della Corte si estende anche all’obbligo di sostenere le prove di selezione in una di queste tre lingue. Il ricorso dell’Italia si riferiva alla procedura dell’Epso (l’ufficio per la selezione del personale dell’Unione europea) che nel 2007 pubblicò alcuni bandi per amministratori e assistenti nel settore dell’informazione, della comunicazione e dei media solo in tedesco, inglese e francese.

http://www.repubblica.it/esteri/2012/11/27/news/l_ue_d_ragione_all_italia_no_a_bandi_di_concorso_solo_in_tre_lingue-47531175/

 

Presseurop – The guardian

Basta con la Pac

27 novembre 2012

George Monbiot

C’è un’evidente simmetria nelle cifre che hanno contribuito ad affossare il summit europeo. Il budget proposto era superiore di 50 miliardi di euro rispetto a quello che il governo del Regno Unito era disposto ad accettare. Questa è esattamente la cifra che ricevono ogni anno gli agricoltori europei. Al centro del summit della settimana scorsa c’è un enorme grumo chiamato politica agricola comune. I sussidi all’agricoltura sono l’equivalente moderno delle tasse feudali che i vassalli erano costretti a pagare ai loro signori per il privilegio di essere oppressi. Ogni contribuente europeo, compresi i più poveri, paga di tasca propria sussidi ai proprietari terrieri: e non solo una tantum, come abbiamo fatto durante i bailout delle banche, ma permanentemente. La Commissione europea sostiene infatti che l’agricoltura è indispensabile per “contrastare la perdita di biodiversità” e ridurre le emissioni di gas serra. Queste affermazioni sono spesso accompagnate da vaghi riferimenti scientifici. Sarebbe bello credere che gli agricoltori di montagna, i proprietari terrieri con i quali è più facile simpatizzare, stiano procurandoci solo vantaggi, ma si tratta solo di una pia illusione. La Commissione europea sostiene che i sussidi sono indispensabili per aiutare gli agricoltori a “contribuire alla crescente richiesta mondiale di generi alimentari, che si prevede crescerà del 70 per cento entro il 2050”. Ma fino a non molto tempo fa gli aiuti all’agricoltura erano giustificati con la pretesa che la domanda mondiale era bassa.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/3083541-basta-con-la-pac

 

La Stampa

Ue: Cameron: Tagliare bilancio, Bruxelles vive in mondo parallelo

TMNews

23 novembre 2012

Ha parlato di “discussioni costruttive” il premier britannico David Cameron, nella conferenza stampa al termine del vertice europeo che non è riuscita a trovare una intesa sul controverso tema del bilancio comunitario pluriennale. Ma poi ha mostrato nuovamente quanto Londra sia il paese capofila della linea dura, affermando innanzitutto che “non ci sono scuse per non tagliare il bilancio Ue” quando tutti i paesi stanno tagliando i bilanci nazionali. Cameron vuole anche consistenti tagli sull’agricoltura, su cui comunque ha ammesso esserci dei progressi. Ad ogni modo “non può esserci un accordo ad ogni costo”, ha avvertito.

http://www.lastampa.it/2012/11/23/ue-cameron-tagliare-bilancio-bruxelles-vive-in-mondo-parallelo-QZhc2twXQ4Jc8MeAwUYgpN/pagina.html

 

La Stampa

Ue: Barroso: Serve accordo bilancio o avremo enormi contraccolpi

TMNews

23 novembre 2012

Serve “un compromesso” sul bilancio dell’Unione europea perché “se no trovassimo un accordo ci sarebbero contraccolpi politici, economici, sociali e istituzionali enormi”, ha avvertito il presidente della Commissione europea Jose Manuel Barroso, “la proposta iniziale avanzata dalla commissione europea. “E’ sicuramente la proposta migliora, ne sono convinto”. Successivamente però per avvicinare le posizioni dei paesi è stato necessario modificare la proposta di bilancio, che riguarda il periodo 2014-2020. Ora c’è interesse in un compromesso.

http://www.lastampa.it/2012/11/23/ue-barroso-serve-accordo-bilancio-o-avremo-enormi-contraccolpi-Etofbg1rUHf0PVF6d2nkQP/pagina.html

 

Il Giornale

L’Ue litiga sul bilancio: peggio per noi

24 novembre 2012

Francesco Forte

La seduta per l’approvazione del bilancio europeo è stata rinviata a gennaio, ma questa incapacità di decidere da un’immagine negativa dell’Europa dentro e fuori l’euro zona. Dentro, perché insieme alla indecisione sui criteri per il bilancio c’è anche quella di rinvio per gli aiuti finanziari alla Grecia. E fuori, perché fra coloro che vogliono il rinvio c’è anche il premier britannico David Cameron. Ciò che più nuoce sembra essere lo spettacolo di discordia, che rende probabili altri tentennamenti circa il via libera alle politiche della Bce di sostegno al debito dei Paesi che stanno avviandosi al pareggio del bilancio, ma hanno alti spread sui loro titoli pubblici.

http://www.ilgiornale.it/news/interni/lue-litiga-sul-bilancio-peggio-noi-858744.html

 

Il Sole 24 Ore

Una coesione da reinventare

Carlo Bastasin

24 novembre 2012

L’Unione europea è incapace di decidere sul proprio bilancio. Mentre l’Euroarea dei 17 paesi è impegnata in uno sforzo di integrazione inaudito, l’Unione dei 27 paesi era pronta a spaccarsi su un taglio al proprio bilancio settennale pari a circa lo 0,03% del PIL europeo. Obiettivi comuni eclissati da micro interessi nazionali: il vertice di Bruxelles non poteva non fallire. Le trattative sul bilancio europeo si svolgono attorno a un catalogo di interessi nazionali che sovrasta la visione d’insieme e pochi credono che il rinvio sarà usato per qualcosa più di un compromesso: un bilancio equilibrato, ma privo di ispirazione, povero di impulso, e più piccolo, che dimostrerebbe per la prima volta che la direzione in cui va l’Europa non è sempre quella del “più Europa”.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-11-24/coesione-reinventare-081123.shtml?uuid=AbIU0z5G

 

Il Fatto Quotidiano

L’Ue ha la ‘pareggite’: finisce sempre 0 a 0

Giampiero Gramaglia

24 novembre 2012

L’Unione europea è una squadra di calcio che non sa più vincere una partita, ma che neppure ne perde: le pareggia tutte. E allora gli incontri tocca ripeterli. La difesa tiene, ma l’attacco è spuntato. Il bello – o il brutto – è che il pubblico, anche quello professionalmente interessato, non ci fa più caso, o quasi. Adesso Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, rifarà una bozza di compromesso e se ne riparlerà con calma. Però, attenzione: di che cosa stiamo parlando? Poche cifre: chi per l’Unione intende spendere di più nei sette anni dal 2014 al 2020, come la Commissione e il Parlamento europeo, arriva a 1091 miliardi di euro, trattabili; chi vuole spendere di meno, la Gran Bretagna, si ferma a 960 miliardi di euro, trattabili; la proposta di compromesso s’attesta un po’ sopra i mille miliardi, 1.010 circa… Il che vuol dire che c’è comunque una base d’accordo del 90% abbondante e che si discute del 10% restante. Quasi a farsi perdonare l’ennesimo 0 a 0, i Paesi dell’Eurogruppo ora assicurano che la decisione sugli aiuti alla Grecia è cosa fatta e che la prossima riunione dell’Eurogruppo, lunedì, sarà poco più di una formalità: vedremo.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/11/24/l%E2%80%99ue-ha-%E2%80%98pareggite%E2%80%99-finisce-sempre-0-a-0/425120/

 

La Stampa

La Corte Ue dà ragione all’Italia “No ai bandi in sole tre lingue”

27 novembre 2012

La sentenza di secondo grado della Corte di Giustizia europea riconosce la «discriminazione».

I 23 idiomi dell’Unione sono tutti “ufficiali” e utilizzabili per lavoro quindi no ai bandi di concorso pubblicati solo in inglese, francese e tedesco. Per i giudici di Lussemburgo la scelta di pubblicare un bando in sole tre lingue costituisce effettivamente «discriminazione basata sulla lingua», cosa che invece non era stata riconosciuta in primo grado con la sentenza del 13 settembre 2010. La decisione di oggi comunque non rimette in discussione i concorsi svolti, «al fine di salvaguardare il legittimo affidamento dei candidati selezionati».

http://www.lastampa.it/2012/11/27/esteri/la-corte-ue-da-ragione-all-italia-no-ai-bandi-in-sole-tre-lingue-D3TGk6TG5WxD9eUPSZ8kjI/pagina.html?google_editors_picks=true

 

La Stampa

La Corte Europea dà il via libera al meccanismo europeo di stabilità (ESM)

FTA Online News

27 novembre 2012

Il 25 marzo 2011 il Consiglio europeo ha adottato la decisione 2011/199, che prevede l’aggiunta al Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (TFUE) di una nuova disposizione: gli Stati membri la cui moneta è l’euro possono istituire un meccanismo di stabilità che sarà attivato ove indispensabile per salvaguardare la stabilità della zona euro nel suo complesso. Gli Stati della zona euro hanno poi concluso, il 2 febbraio 2012, il Trattato che istituisce il meccanismo europeo di stabilità (ESM), dotato di personalità giuridica che mira a mobilizzare risorse finanziarie e a fornire un sostegno alla stabilità, secondo condizioni rigorose, commisurate allo strumento di assistenza finanziaria scelto, a beneficio dei suoi membri che già si trovino o rischino di trovarsi in una grave situazione finanziaria. A seguito di un’interrogazione interna, la Supreme Court irlandese ha deciso di interrogare la Corte di giustizia sulla validità della decisione del Consiglio europeo 2011/199 e sulla compatibilità del ESM con il diritto dell’Unione. Il Presidente della Corte ha deciso di accogliere la richiesta della Supreme Court di trattare la domanda secondo il procedimento accelerato. Inoltre, ritenendo che la causa rivesta un’importanza eccezionale, la Corte ha deciso di esaminarla in seduta plenaria, composta da tutti i 27 giudici. Con la sua sentenza odierna la Corte Europea ha deciso che il diritto dell’Unione non osta alla conclusione e alla ratifica del Trattato che istituisce l’European Stability Mechanism da parte degli Stati membri la cui moneta è l’euro.

http://finanza.lastampa.it/Notizie/0,488179/La_Corte_Europea_d%EF%BF%BD_il_via_libera_al_meccanismo.aspx?refresh_ce