“Europa Creativa” si è presentata all’Unione come una rivoluzione nel campo dei media, per rilanciare la cultura per tutti e portare le eccellenze dell’audio-visivo, dell’arte e della sperimentazione creativa nel mondo. Il programma di finanziamento a prima lettura è bellissimo; scorrendo i siti, studiando i bandi, partecipando agli info-days viene spontaneo pensare che sia accessibile anche a chi si affaccia per la prima volta e che domani, piccoli teatri di paese, compagnie di danza locali, scuole e associazioni possano promuovere cultura e performance artistiche in dimensione europea. E’ invece necessario molto di più perché “Europa Creativa”, come “Europa per i Cittadini”, cerca grandi “audience”, grandi firme e spinge per la molta internazionalizzazione. L’Italia non è pronta. O meglio, l’Italia delle piccole realtà che non parla l’inglese e che non ha disposizione strutture da capogiro, ne è esclusa. Almeno per questa prima tornata di bandi e scadenze. Un primo round che ha premiato tante realtà in tutt’Europa ma di dimensioni importanti forse per dare il via con grande impatto ad una fase di lancio e ampliamento del pubblico e a progetti di larga scala che possano diventare domani il fiore all’occhiello di ogni Paese.

Non demonizziamo questo approccio. La competizione si è fatta più alta ed è molto agguerrita. Mentre gli altri anni il MIBAC (Ministero dei beni e delle attività culturali e turismo), presso il quale risiede il “Creative Desk”, l’antenna di informazione e supporto per il programma a livello nazionale, interveniva nelle valutazioni. Dal 2014 in poi l’Agenzia Esecutiva EACEA (la stessa che valuta alcune azioni di Erasmus Plus, Europe AID, Europa per i Cittadini) valuta inclemente centinaia e centinaia di progetti in tutt’Europa. Un’Europa allargata a 28 Membri tra i quali gli emergenti, l’Est che eccelle per sperimentazione e multilinguismo, l’Est che ha viaggiato per 15 anni alla ricerca di nuove patrie e ha molto da raccontare, o i Balcani che escono da guerre e dittature, i cui giovani a 15 anni parlano perfettamente 3 lingue e imprescindibilmente studiano un anno all’estero “di default”. Cultura e arte si contaminano della storia dei popoli e in certi contesti avere il più “Bel Paese” del mondo non serve.

“Europa Creativa” è un programma quadro di 1,46 miliardi di euro dedicato al settore culturale e creativo per il 2014-2020, composto da due sottoprogrammi (Sottoprogramma Cultura e Sottoprogramma MEDIA) e da una sezione transettoriale (fondo di garanzia per il settore culturale e creativo + data support + piloting). Il fondo di garanzia partirà nel 2016. E.C. è veramente un universo appassionante quanto intricato.

Cosa sostiene?

  • Progetti di cooperazione transnazionale tra organizzazioni culturali e creative all’interno e al di fuori dell’UE.
  • Le Reti che aiutano i settori culturali e creativi a operare a livello transnazionale e a rafforzare la loro competitività.
  • La traduzione e la promozione di opere letterarie attraverso i mercati dell’UE.
  • Le Piattaforme di operatori culturali che promuovono gli artisti emergenti e che stimolano una programmazione essenzialmente europea di opere culturali e artistiche.
  • Lo sviluppo di competenze e la formazione professionale per i professionisti del settore audiovisivo.
  • Lo sviluppo di opere di finzione, di animazione, di documentari creativi e di videogiochi per il cinema, i mercati televisivi e ad altre piattaforme all’interno e al di fuori dell’Europa.
  • Festival cinematografici che promuovono film europei.
  • Fondi per la co-produzione internazionale di film.
  • La crescita di un pubblico per promuovere la film literacy e suscitare interesse verso i film europei attraverso un’ampia varietà di eventi.

Europa Creativa sostiene anche…

  • Le capitali europee della cultura e il marchio del patrimonio europeo.
  • I Premi europei per la letteratura, l’architettura, la tutela del patrimonio, il cinema e la musica rock e pop.

A livello di immagine, sia il sito ufficiale Europeo http://ec.europa.eu/programmes/creative-europe/index_en.htm, sia la grafica coordinata ha superato l’impatto comunicativo di tutti i programmi di finanziamento più conosciuti. Artisti all’opera, clown, registi, attori, scorci di beni culturali patrimonio dell’Umanità colorano il flyer scaricabile online http://ec.europa.eu/programmes/creative-europe/documents/creative-europe-flyer_web_en.pdf

Un accento va messo ad un termine nuovo che risuona sovente in ogni sotto-azione: “Audience Development” che ha vari significati spiegati molto bene nella sezione “Be inspired” del sito italiano http://cultura.cedesk.beniculturali.it/link-europa-creativa.aspx?audience_development

Per “Audience Development” l’Unione Europea chiede a chi presenta proposte di curare nel dettaglio lo sviluppo di un “audience” che non sia composto da meri e fugaci spettatori ma che si formi attraverso arte, media e cultura; non solo ai fedelissimi di nicchia ma anche chi solitamente è escluso dai processi culturali o per motivi economici, familiari e sociali si sogna di poter “fruire” di quello che l’Europa finanzia. Un’obiettivo nobile che è bello leggere online e di cui speriamo di verificare i frutti grazie ai primi progetti 2014 approvati da poco tra i quali l’Italia ha avuto la sua piccola quota. Come spiegheremo anche per gli altri programmi gestiti dall’Agenzia EACEA purtroppo i finanziamenti sono veramente risicati e demoralizzanti. Prendendo l’esempio della selezione dal titolo “Smaller scale cooperation projects” ( https://eacea.ec.europa.eu/creative-europe/selection-results/cooperation-projects-selection-results-2014_en ) l’Italia ne ha avuti approvati 3 ma ne ha presentati ben 62. Sconfortante a primo impatto ma troviamo altri lati positivi che approfondiamo. Un grande merito va ad un nuovo sistema, che ritroviamo per ora solo in Europa Creativa: oltre alla lista dei progetti approvati, hanno pubblicato anche la lista dei progetti presentati da ogni Paese e la lista dei progetti approvati inclusi i partners. Il numero di progetti vincitori per Italia pertanto aumenta: prendendo ad esempio il primo che compare, approvato alla Spagna “SYMBOLS – Culture of Death & Cultural Life: New audiences and creations around European Cemeteries!”, il Comune di Genova viene così incluso tra i beneficiari. Così come l’Accademia d’arte circense è tra i partner di un progetto approvato ad un capofila Italiano, “Circo e Dintorni Associazione Culturale” per cui c’è una doppia vittoria per un nostro ente. Scorrendo la lista le sorprese piacevoli ci sono, siamo ancora partner della Spagna ma anche dell’Inghilterra, della Francia, dei Paesi Bassi, della Slovenia e della Repubblica Ceca. Insomma ci siamo sia come “leader” che come “partner” e ci difendiamo in creatività ed eccellenza.

Per chiudere con una domanda però, ritorniamo sugli aspetti “educazione” e “inclusione”: abbiamo visto che la presentazione di proposte progettuali non sia cosa da molti bensì cosa da pochi. E’ giusto che sia così perché i fondi Europei sono un tema delicato che fa ricordare più gli sprechi, gli appalti truccati, “quelli che tornano indietro”, i super manager strapagati e il tanto lavoro volontario di chi ne vive solo le briciole. Cercheremo nei prossimi articoli di conoscere alcuni dei progetti approvati per ampliare la nostra visione dei fondi Europei e del loro effetto sul miglioramento di quest’Europa che zoppica ma che vorremmo emergesse grazie a chi sta beneficiando dei fondi “tanto sudati” di “Europa Creativa”.

Tutte le info teoriche e anche un video interessante sono disponibili al link del Creative Desk

http://cultura.cedesk.beniculturali.it/europa-creativa.aspx