Un progetto Jean Monnet, uno dei pochi approvati all’Italia nel primo round di bandi del nuovissimo programma Erasmus Plus, entra nel vivo delle sue azioni principali nel mese di Aprile con i primi due seminari, il 10 e il 30 proseguendo a Maggio con la data del 22. Con quest’articolo, ci vorremmo soffermare però non sul progetto, coordinato e gestito egregiamente dai giovani studenti di scienze politiche, anche animatori e redattori dell'”Osservatorio Europeo” ( http://www.dte.uniroma1.it/osservatorio/ ), ma sull’importanza e l’eccellenza dell’azione Jean Monnet nell’ambito della Programmazione di fondi 2014-2020. Erasmus Plus è il programma di riferimento nel quale è confluito questo fondo specifico per gli le università e per le organizzazioni che per loro natura hanno come scopo la promozione dell’Europa, della cittadinanza europea e degli studi europei.Le azioni Jean Monnet mirano a promuovere in tutto il mondo l’eccellenza nell’insegnamento e nella ricerca nel campo degli studi sull’Unione europea. Le azioni puntano anche a stimolare il dialogo tra il mondo accademico e politico, specie al fine di migliorare la gestione delle politiche dell’UE. Obiettivi e risultati attesi dai bandi Jean Monnet sono molti e si focalizzano principalmente sul miglioramento della qualità della formazione universitaria, il rafforzamento della mobilità di studenti e professori e, nel caso specifico del progetto “EU Observatory”, sulla creazione di ponti e collaborazioni effettive e concrete tra università, scuole e società civile.

Le azioni Jean Monnet incoraggiano la promozione e la diversificazione degli studi europei in tutto il mondo, oltre a rafforzare ed estendere la partecipazione del personale di un numero crescente di facoltà e dipartimenti all’insegnamento e alla ricerca in questo campo.

“EU Observatory” ha vinto proprio per questo, perché le azioni previste mixano un giusto equilibrio tra attività laboratoriali nelle scuole, l’organizzazione di seminari nazionali e internazionali di alto livello e il reale ed entusiastico protagonismo degli studenti che, di fatto, coordinano il progetto seguiti e accompagnati da luminari degli studi europei della Sapienza.

Ci piace immaginare che con i progetti europei ci si avvicini al raggiungimento di un sogno, quello Europeo, che nel 1950 animò i padri fondatori dell’UE. Tra questi, il primo e più conosciuto è stato proprio Jean Omer Marie Gabriel Monnet (Cognac, 9 novembre 1888 – Bazoches-sur-Guyonne, 16 marzo 1979), colui che per primo ebbe l’intuizione di convertire l’utilizzo delle risorse carbo-siderurgiche, fino a quel momento oggetto di aspre contese tra Francia e Germania, per la prima volta come strumento di cooperazione. Nel 1950, al risorgere di nuove tensioni internazionali, Monnet decise fosse venuto il momento di tentare un passo irreversibile verso l’unione dei paesi europei. Prepara, con alcuni collaboratori, il testo di quella che sarà la Dichiarazione Schuman. Il Consiglio delle Comunità europee gli assegna nel 1976 il titolo Cittadino d’onore dell’Europa.

Un grande e importantissimo nome, un’illuminante personalità europea che ha dato vita ad un’azione di finanziamento, proprio per un settore strategico, l’Università, in forte crisi e nel mezzo di tanti dibattiti. Jean Monnet projects propone collaborazione tra mondi che si sono separati, società civile scuole e università affinché si crei continuità e perché i giovani siano al centro del loro processo di apprendimento tra formale e non formale, forti di nuove competenze e pronti ad affrontare un futuro di sfide e decisioni. Jean Monnet nel 1950 vide “oltre” e finalmente oggi, con maggiore forza, grazie ad Erasmus Plus è possibile riprendere quel sogno e renderlo realtà.

Tutte le info al http://ec.europa.eu/education/opportunities/jean-monnet/index_it.htm

Per monitorare i progetti approvati nel 2014 https://eacea.ec.europa.eu/sites/eacea-site/files/documents/eac-s11-13_policy-debate-with-academic-world_en.pdf