In questa sezione verrà presentata una rassegna di paper e articoli sul tema della riforma della governance economica e politica dell’Unione Europea.

 

IL DILEMMA DELL’EUROPA: CAPITALISMO vs DEMOCRAZIA

Il dibattito Streeck-Habermas, ha come oggetto del contendere, il futuro dell’Unione Europea. Secondo il sociologo Wolfgang Streeck, l’integrazione economica sta uccidendo la democrazia per difendere il capitalismo: meglio ripristinare al più presto i ripari dello Stato nazionale. Per il filosofo Jürgen Habermas, invece, l’approfondimento politico della UE è l’unica via per salvare la democrazia e riconciliarla con il mercato.

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VERSO LA PRESIDENZA ITALIANA DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA

TRA AMBIZIONI ED ILLUSIONI

A partire dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona (1° dicembre 2009), il sistema delle presidenze semestrali dell’Unione europea, affidate a rotazione agli Stati membri, ha subìto significative modifiche, che hanno inciso sui compiti assegnati allo Stato che presiede il Consiglio e, conseguentemente, hanno comportato una sensibile diminuzione dell’importanza dell’appuntamento. Il Prof. Carlo Curti Gialdino, professore associato di Diritto dell’Unione europea presso l’Università di Roma La Sapienza, nel suo articolo pubblicato su Federalismi.it, esamina la disciplina delle presidenze semestrali del Consiglio dell’Unione, al fine di individuare, in concreto, quali formazioni del Consiglio siano oggetto di presidenza da parte dello Stato membro che esercita il turno semestrale, per poi chiarire come si forma il programma delle attività della presidenza.

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L’ELEZIONE DIRETTA DEL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DELL’UNIONE EUROPEA

È attualmente in discussione la proposta di un presidente della Commissione dell’Unione Europea eletto direttamente dal popolo. Di regola, i Paesi membri, sulla base dei risultati elettorali, propongono un candidato alla presidenza della Commissione Europea, espressione della forza politica maggiormente rappresentata in Parlamento. Elmar Brok, Presidente della Commissione per gli Affari esteri del Parlamento europeo, Membro dello Spinelli Group, mette in guardia da quelli che potrebbero essere gli effetti di una elezione diretta del Presidente della Commissione, elezione che gli conferirebbe una forte quota di legittimità, della quale egli potrà avvalersi in modo significativo soltanto qualora ricevesse il potere politico adeguato per farlo.

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LA CITTADINANZA EUROPEA

La partecipazione dei cittadini al voto per il rinnovo del Parlamento europeo è in costante calo. Dalle prime elezioni dirette del 1979 alle ultime del 2009 si è passati dal 66% al 43% di partecipazione, facendo intravedere una preoccupante disaffezione nei confronti delle istituzioni dell’Unione europea. Con l’idea di indicare il candidato Presidente della Commissione già nel corso della campagna elettorale, si propone di controbilanciare il potere di un Consiglio europeo, sempre più protagonista delle scelte che sono state adottate per fronteggiare la crisi. Giovanni Bonvicini, nel dossier pubblicato da Franco Angeli, tocca il tema della nuova procedura per la nomina del Presidente della Commissione europea, partendo dall’analisi dei documenti prodotti dal Parlamento europeo e dalla Commissione stessa.

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LETTERA DIPLOMATICA: LE SCADENZE EUROPEE DEL 2014

Il 2014 sarà caratterizzato da una serie di scadenze sul piano istituzionale dell’Unione Europea: elezioni per il rinnovo del Parlamento Europeo, nomina del nuove Presidente della Commissione Europea, nomina dell’Alto Rappresentante per la Politica estera, la Sicurezza e la Difesa, nomina del Presidente del Consiglio europeo. La lettera Diplomatica, ad opera del Circolo di Studi Diplomatici, opera una breve ricognizione dei lavori che impegneranno il Parlamento Europeo e i Capi di Stato e di Governo nel 2014, con particolare attenzione al semestre di Presidenza italiano.

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L’UNIONE EUROPEA NELLO SCENARIO DI SICUREZZA INTERNAZIONALE: CAPACITÀ, STRATEGIE E LEGITTIMITÀ

Questo documento è stato prodotto dall’Istituto Affari Internazionali (IAI) di Roma ed è articolato in quattro paragrafi che, partendo da una ricognizione del panorama europeo in ambito di difesa comune, arrivano fino ad una breve presentazione delle nuove priorità nella politica estera di sicurezza dell’UE. Il sistema europeo è bene integrato a livello economico, finanziario, delle comunicazioni e dell’informazione, ma è fortemente frammentato in tema di difesa e sicurezza comune.

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L’UNIONE EUROPEA E IL PARADOSSO DI ZENONE

La professoressa Lucia Serena Rossi nel suo articolo fa una valutazione sulla necessità di riforma del Trattato di Lisbona. I Trattati esistenti, basati su un debole compromesso tra visioni conflittuali del destino dell’Unione europea, sembrano inidonei a rispondere ad una crisi che colpisce l’Unione sotto diversi profili e che spinge ad indagare quali riforme siano necessarie per rispondere alla stessa. Lo studio parte, subito, affermando che la revisione del Trattato dovrebbe riguardare i temi economici, istituzionali e costituzionali, questo perché è indubbio che sia stato fatto molto verso una direzione che potrebbe portare a degli Stati Uniti d’Europa, ma la strada verso l’obiettivo è suddivisa in un numero infinito di nuovi passi e come nel paradosso di Zenone su Achille e la tartaruga, il traguardo, pur non essendo molto distante, sembra sempre più difficile da raggiungere.

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GROUPE EIFFEL

Si allega link all’importante documento del gruppo francese Eiffel, che si affianca al Glienicker Group per chiedere una comunità politica dell’euro.

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