1 ottobre 2012 site.admin

Rassegna Stampa Ottobre 2012

Europa

Il Labour scavalca Cameron e si riscopre un partito euroscettico

Lazzaro Pietragnoli – 31 ottobre 2012

Il Labour party ha spiazzato il primo ministro David Cameron chiedendo un taglio del budget comunitario, in scala con i tagli avvenuti ai bilanci nazionali. Già nelle settimane scorse gli europarlamentari laburisti avevano assunto una posizione di distinguo dai loro colleghi del gruppo socialista e democratico al parlamento europeo, chiedendo un taglio alle spese, ma quello che succede a Bruxelles molto spesso non viene notato a livello nazionale mentre questa presa di posizione di due pesi massimi nel governo ombra è destinata ad avere ricadute pesanti a livello nazionale. Questa situazione, che Cameron aveva utilizzato per vincere la leadership del partito, assumendo una linea fortemente anti-europeista, ha ormai portato il rapporto con l’Unione europea a uno dei livelli più bassi dai tempi dell’ingresso del paese nel mercato comune, con il governo nazionale che continua a mettere veti a ogni iniziativa di maggiore integrazione e l’opinione pubblica che si chiede con insistenza se la permanenza nell’Unione abbia ancora un senso.
http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/138143/il_labour_scavalca_cameron_e_si_riscopre_un_partito_euroscettico

 

EUObserver

Germany makes case for British EU membership

Honor Mahony – 30 ottobre 2012

La Germania ha ribadito che il Regno Unito è un membro importante e necessario dell’Unione europea, ma pochi giorni dopo Londra ha precisato la sua profonda ambivalenza sul suo futuro dell’UE. Londra è da tempo nota per la sua tiepida disposizione verso l’UE, ma negli ultimi mesi le sue espressioni di disagio sono sempre stata accolte con una certa indifferenza dagli altri Stati membri impegnati nel tentativo di superare i problemi economici e finanziari della zona euro. Nel frattempo l’approvazione del bilancio che dovrebbe essere negoziato in un vertice il 22-23 novembre a Bruxelles, è stato visto come il banco di prova delle relazioni Londra-UE. Il primo ministro Cameron, sotto forti pressioni del partito conservatore, ha minacciato di porre il veto al bilancio, se lo ritenesse troppo elevato. Le relazioni tese tra Londra e Bruxelles hanno spinto l’ex primo ministro Tony Blair ad affermare, in un discorso al Consiglio per il futuro dell’Europa a Berlino, che la creazione di una Europa a due velocità potrebbe porre le basi per un “percorso di rottura.”
http://euobserver.com/political/118035

 

PressEurop – Il Corriere della sera

Tiriamoci su col federalismo

Claudio Magris – 29 ottobre 2012

La crisi economica e politica sta demolendo il morale degli europei e indebolendo il tessuto sociale. L’unico rimedio è la creazione di uno stato federale forte, decentrato e rispettato. L’Unione Europea sembra sembra lontana e intanto, alimentati dalla crisi economica, si diffondono i miasmi dei nazionalismi, dei particolarismi e dei localismi. La nostra unica realtà possibile è uno Stato europeo, un vero Stato di cui gli attuali Stati nazionali diventino regioni, ognuna con la sua autonomia ma nessuna delle quali abbia ad esempio diritto di veto in merito alle decisioni politiche di un governo che realmente governi né diritto di darsi leggi e tantomeno costituzioni in contrasto con i principi della Costituzione europea.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/2962601-tiriamoci-su-con-il-federalismo

 

PressEurop – Dagens Nyheter/Aftonbladet

Tornano i visti per i migranti balcanici?

26 ottobre 2012

Su iniziativa di Francia e Germania, sei stati chiedono di rafforzare i controlli sull’immigrazione in provenienza da Serbia, Montenegro, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Albania. Tra i gli stati che sostengono la proposta c’è la Svezia, che ha accolto più di 34mila richiedenti asilo dall’inizio dell’anno, tra cui 5.276 siriani in gran parte arrivati dai Balcani. Molti richiedenti asilo sono rom che soffrono una grave discriminazione nei loro paesi d’origine. Considerando che quasi nessuno di loro ha motivo di ottenere lo status di rifugiato, meno dell’1 per cento è autorizzato a restare.

http://www.presseurop.eu/it/content/news-brief/2949791-tornano-i-visti-i-migranti-balcanici

 

PressEurop – Der Spiegel

Basta con questo stato-nazione

Hans Hoyng – 25 ottobre 2012

Chiunque provi a sostenere la necessità di una maggiore integrazione europea si attira l’odio dei difensori della democrazia nazionale. Ma i presunti vantaggi di quest‘ultima sono tutti da dimostrare. È vero, l’Europa è in crisi. Ma una cosa è certa, non è con il ritorno agli stati-nazione che ne usciremo.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/2940201-basta-con-questo-stato-nazione

 

Europa

UE, alla ricerca di una storia da raccontare

Stefano Rolando – 24 ottobre 2012

L’articolo riporta l’incontro a Bruxelles dei mille opratori di comunicazione pubblica riuniti per Europcom3 e cita la significativa affermazione di Christian Blümelhuber, professore tedesco di euro marketing, che davanti alle paure del rapidissimo cambiamento globale crede nella necessità di inventarsi una nuova “storia d’amore” per raccontare l’Europa.

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/138022/ue_alla_ricerca_di_una_storia_da_raccontare

 

EUObserver

Time for real debate on EU chauvinism

Leanda Barrington-Leach – 24 ottobre 2012

La Commissione europea ha annunciato nel marzo 2011 la sua intenzione di affrontare lo squilibrio tra donne e uomini negli organi di vertice della aziende in Europa. Il Vice-Presidente della Commissione, Viviane Reding, dovrà presentare un progetto di direttiva che miri ad aumentare la rappresentanza delle donne nei consigli di amministrazione di società private dell’UE. Negli ultimi mesi, il testo della proposta era già stato annacquato a tal punto che le associazioni di donne nutrono già dei dubbi sul suo valore. L’Unione dovrebbe essere il “custode dei trattati dell’UE” ed i trattati in modo molto chiaro chiamano l’Unione europea a proteggere e promuovere la parità tra donne e uomini. In un’Unione che proclama l’uguaglianza tra donne e uomini un valore fondante e fondamentale, non si dovrebbero vedere opposizioni alle misure per la parità di accesso sulla base del merito delle donne a posizioni di vertice.

http://euobserver.com/opinion/117983

 

PressEurop – Respekt

Federazione sì, ma quale?

Jan Macháček – 23 ottobre 2012

L’idea di un’Europa più integrata è sempre più in voga nel dibattito pubblico, ma spesso si parla di unione politica, fiscale o bancaria senza capire le differenze. I critici mettono in evidenza che tutti i progetti politici, i processi di integrazione/disintegrazione devono essere spontanei e autentici, mai elitisti e artificiali, ma è importante per la costruzione di una federazione che le élite europee sappiano bene cosa significa. Le nozioni elementari potrebbero essere che il federalismo è una realtà solida che si basa su un insieme di valori che sono in particolare la limitazione e il controllo del potere, l’equilibrio delle forze, le garanzie e la protezione rafforzata dei più piccoli e dei più deboli.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/2927781-federazione-si-ma-quale

 

PressEurop – Die zeit

Salviamo l’Europa dai suoi amici

Bernd Ulrich – 22 ottobre 2012

L’Europa è l’ultima ideologia lecita, almeno per i suoi propagandisti più ostinati, quelle persone che vogliono più Europa e il più presto possibile. Persone che trasformano l’Ue in una visione del mondo e la strumentalizzano in un’ideologia. I portavoce di questi euroforici sono intellettuali famosi come Ulrich Beck, Robert Menasse o Daniel Cohn-Bendit che cercando di sfuggire ai demoni del passato attraverso un’Europa completamente integrata finiscono per ricollegarsi al passato con l’ideologia e con il “guglieminismo”. L’argomento che parla di un’unica integrazione che permetterà all’Europa di affermarsi in un mondo cambiato di fronte a grandi potenze come gli Stati Uniti, l’India, il Brasile, la Russia e la Cina, non è privo di fondamento. Il problema non sarebbe quindi nazione o non nazione, ma quale dovrebbe essere la sua dimensione e la sua potenza. Non sarebbe forse meglio dire che l’Europa, come gli altri, sta semplicemente cercando la sua strada e poi si vedrà? In Europa si può parlare di tutto e di qualunque riforma, ma non con questi toni.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/2921831-salviamo-l-europa-dai-suoi-amici

 

EUObserver

Latvia on track to join euro in 2014, says PM

Valentina Pop – 22 ottobre 2012

Il primo paese dell’Unione europea ad essere salvato e ad attuare misure di austerità severe, la Lettonia, è ora quello in più rapida crescita economica, pronto ad aderire alla zona euro nel 2014. Una prova che i tagli alla spesa funzionano, da detto il primo ministro Valdis Dombrovskis. “Abbiamo ancora intenzione di aderire alla zona euro il 1 ° gennaio 2014”, ha aggiunto in una intervista durante il congresso del Partito popolare europeo a Bucarest. Nonostante l’opposizione popolare, la Lettonia, come tutti i paesi dell’UE ad eccezione della Gran Bretagna e della Danimarca, ha l’obbligo di aderire all’euro nel momento in cui soddisfi tutti i criteri.

http://euobserver.com/economic/117935

 

La Stampa

Germania-Europa il grande freddo

Gian Enrico Rusconi – 22 ottobre 2012

Oggi l’essere tedesco sembra entrare in tensione, se non in collisione, con l’essere europeo. Con il precipitare di una crisi tanto inattesa quanto ingovernabile, molti in Germania hanno la sgradevole sensazione che i partner europei chiedano alla Germania di fare qualcosa che contraddice la lettera e lo spirito dei Trattati dell’Unione, in particolare per quanto riguarda la funzione della Bce. Ma soprattutto i tedeschi sentono minacciata la sovranità nazionale. Angela Merkel ha capito che l’estraniazione crescente tra tedeschi ed europei non porta da nessuna parte. Si è tentati di semplificare la situazione con una secca alternativa. O si impone e si sviluppa la linea della cancelliera, rimanendo in sintonia con gli altri partner europei lungo quelle linee di riforma sistemica dell’Unione enunciate genericamente nei mesi scorsi; oppure si impone l’incognita della massa degli elettori. Quello che non capiscono i sostenitori di questa linea è che sarebbe la fine della Germania quale è grazie anche ai partner europei.

http://www.lastampa.it/2012/10/22/cultura/germania-europa-il-grande-freddo-nIWZkbRaXw8CCREpkhoicI/pagina.html

 

L’Avvenire

Le (buone) ragioni dell’allargamento Ue

Štefan Füle – 20 ottobre 2012

La Commissione europea si appresta ad adottare la sua ultima valutazione del grado di preparazione dei Paesi dei Balcani occidentali, della Turchia e dell’Islanda all’adesione all’Unione europea. La politica di allargamento dell’Unione europea risponde essenzialmente alle legittime aspirazioni delle popolazioni del nostro continente di unirsi in un comune progetto democratico, è una delle ragioni per cui l’Ue è stata insignita del Premio Nobel per la pace, e continua a essere importante perché fa parte della soluzione alle sfide che ci attendono. L’allargamento promuove la stabilità economica e finanziaria e sostiene l’aumento degli scambi e delle opportunità commerciali per i Paesi candidati. Intendiamo procedere con l’allargamento, ma con cautela, assicurandoci che i Paesi siano pronti ad aderire a pieno titolo e tenendo sempre a mente la necessità di preservare la costruzione dell’Ue.

http://www.avvenire.it/Commenti/Pagine/Le%20buone%20ragioni%20dellallargamento%20Ue.aspx

 

La Stampa

Draghi: per l’unione bancaria la Bce sarà pronta a metà 2013

Marco Zatterin – 20 ottobre 2012

Draghi sembra aver dato l’ultima spinta all’intesa di principio sull’Unione bancaria quando giovedì sera ha assicurato ai leader Ue che «noi saremo pronti per la metà del 2013». Davanti ai dettagli, ecco i distinguo. La Germania ha detto “no” alla vigilanza universale, ha puntato i piedi sulla ricapitalizzazione senza intermediari, e chiesto che non ci fossero eredità dal passato. Il gioco s’è risolto con un compromesso all’europea: trovare un accordo per mettersi d’accordo. «Avremo una chiara roadmap in dicembre» ha detto il presidente della Commissione, José Manuel Barroso.

http://www.lastampa.it/2012/10/20/economia/draghi-per-l-unione-bancaria-la-bce-sara-pronta-a-meta-k7RZuMAUEdi7O9MUjRqItL/pagina.html

 

EUObserver

Cameron – eurozone integration means ‘new EU settlement’ for UK

Benjamin Fox – 19 ottobre 2012

Il Regno Unito vede l’unione bancaria e la più profonda integrazione della zona euro come la possibilità di rinegoziare il proprio stato dell’Unione, come il primo ministro David Cameron ha confermato ai giornalisti in occasione del vertice UE a Bruxelles. Parlando nel corso di una conferenza in occasione del Consiglio europeo, ha sottolineato che approfondire l’integrazione della zona euro-17 potrebbe anche cambiare la natura del rapporto della Gran Bretagna con l’Unione europea notando che questi cambiamenti sarebbero poi sottoposti a referendum. Tuttavia, ha insistito sul fatto che lui non si sarebbe tirato indietro nemmeno sul ritiro del Regno Unito dall’Unione europea nonostante abbia chiarito che”Lasciare l’UE non è nei nostri interessi nazionali, siamo una nazione commerciale e circa il 50 per cento del nostro commercio è con l’Unione europea”.

http://euobserver.com/political/117936

 

PressEurop – Sega

Bulgari e romeni restano in serie B

Svetoslav Terziev – 19 ottobre 2012

A oltre cinque anni dall’adesione all’Unione europea, i cittadini dei due paesi continuano a essere esclusi dall’area di libera circolazione e discriminati nel mercato del lavoro. L’idea olandese di riparare all'”errore” dell’adesione prematura di Bucarest e di Sofia nel 2007 cercando di sbarrare la strada verso lo spazio Schengen di libera circolazione, ha trovato un forte sostegno in paesi come la Germania, il Belgio e la Finlandia e anche la Francia ha dato il suo contributo, ma è il Regno Unito che ha formulato più chiaramente che Sofia e Bucarest possono rimanere formalmente nell’Ue, ma i loro cittadini devono di nuovo essere sottomessi a un regime di visti. A tal riguardo, secondo l’autore, i bulgari dovrebbero prima di tutto arrabbiarsi con i loro politici, che non sono responsabili dei problemi nel paese ma anche della cattiva immagine che la Bulgaria dà nel resto del mondo.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/2903231-bulgari-e-romeni-restano-serie-b

 

La Stampa

Consiglio UE: più impegno in alcuni obiettivi della politica economica

FTA Online News – 19 ottobre 2012

Il Consiglio europeo ribadisce la determinazione a stimolare la crescita e l’occupazione nel contesto della strategia Europa 2020. Il patto per la crescita e l’occupazione convenuto lo scorso giugno costituisce il quadro generale per l’adozione di misure a livello nazionale, della zona euro e dell’UE con mobilitazione di tutti gli strumenti, leve e politiche. Tutti gli impegni che vi sono delineati devono essere onorati pienamente e rapidamente. Sono già stati conseguiti progressi significativi, tuttavia necessario un maggiore impegno in alcuni settori quali: investire nella crescita, rafforzare il mercato unico, collegare l’Europa, realizzare un mercato unico digitale pienamente funzionante entro il 2015, promuovere la ricerca e l’innovazione, accrescere la competitività dell’industria, creare il quadro normativo idoneo per la crescita, sviluppare una politica fiscale che favorisca la crescita, promuovere l’occupazione e l’inclusione sociale, attuare la strategia Europa 2020, sfruttare le potenzialità del commercio

http://finanza.lastampa.it/notizie/0,484137/Consiglio_UE_pi%C3%B9_impegno_in_alcuni_obiettivi.aspx?refresh_ce

 

ANSA

Croazia: Ue, possibile nuovo referendum su ultime riforme

19 ottobre 2012

Il primo ministro croato Zoran Milanovic, commentando le discussioni a Bruxelles sull’Unione bancaria, ha dichiarato ai media che: ”L’Unione europea sta discutendo alcune profonde riforme che definiranno il suo futuro aspetto, e anche noi in Croazia dovremo discuterne e forse anche indire un secondo referendum per sottoporre ai cittadini, prima di aderire, l’approvazione dei cambiamenti”. Il Paese il prossimo primo luglio dovrebbe diventare il 28mo Stato membro dell’Ue e Milanovic, che ha partecipato alla riunione del Consiglio europeo in qualità di osservatore, ha precisato che non si tratterebbe di un nuovo referendum sull’adesione, ma di una consultazione referendaria sull’approvazione ”di una nuova Ue, diversa da questa che c’è ora”.

http://ansamed.ansa.it/ansamed/it/notizie/rubriche/politica/2012/10/19/Croazia-Ue-possibile-nuovo-referendum-ultime-riforme_7661262.html

 

Reuters Italia

Monti rilancia idea summit Ue contro euroscetticismo a Roma

19 ottobre 2012

Il presidente del Consiglio Mario Monti ha parlato di “crescenti fenomeni politici ed elettorali di rigetto dell’integrazione” che prendono la forma di “nazionalismi, populismi, odio per il diverso”. Il riferimento di Monti è alla nascita in quasi tutti i Paesi dell’Unione non solo di movimenti euroscettici, ma anche di nuovi partiti considerati espressione dell’antipolitica. Per il presidente del Consiglio l’euroscettiscismo è cresciuto anche nel nostro Paese, seppur meno di quanto successo in altri: “Riguarda anche l’Italia, seppur meno che altri Paesi. Però, nel meno di un anno in cui il nostro governo esiste ed è in contatto con il Paese e il Parlamento, abbiamo constatato che in certi momenti e situazioni la insofferenza per l’Unione europea, vista come un po’ opprimente nel limitare gli spazi delle politiche economiche interne, è molto cresciuta in questi ultimi tempi”.

http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE89I02Q20121019

 

El Economista

La Unión Europea avanza hacia un supervisor bancario único

19 ottobre 2012

Julien Toyer e Andreas Rinke

I capi di Stato e di governo dell’Unione europea hanno compiuto un grande passo verso la creazione di un supervisore unico bancario per la zona euro, accordandosi per l’entrata in vigoredi quest’ultimo per il prossimo anno ed aprendo la strada ad un fondo di salvataggio che inietti capitale direttamente alle banche in difficoltà. La creazione di una effettiva unione bancaria, per la quale questo accordo è il primo passo, è considerata dal Fondo monetario internazionale e dagli economisti come un passo fondamentale per superare la crisi del debito della UE, che dura da tre anni. E’ un momento importante perché il fondo di salvataggio della zona euro apporterebbe capitale direttamente verso le banche in difficoltà, senza aumentare il debito dei loro governi ospitanti. I leader dell’UE hanno rilasciato una dichiarazione in cui apprezzano i progressi compiuti dalla Grecia verso un accordo con i suoi creditori ed in cui riconoscono i progressi fatti per rimettere in pista il piano di salvataggio del paese.

http://www.eleconomista.es/mercado-continuo/noticias/4334224/10/12/La-Union-Europea-avanza-hacia-un-supervisor-bancario-unico.html

 

The Telegraph

EU banking supervision is not triumph

19 Ottobre 2012

Bruno Waterfield

L’ultimo summit di Bruxelles ha prodotto un accordo che in realtà è un passo indietro rispetto alle decisioni prese a Giugno. La Cancelliera Merkel, a causa delle sue esigenze elettorali, ha deciso di rinviare la nomina di un nuovo supervisore per la vigilanza bancaria presso la BCE, perché questo a sua volta farà slittare la decisione di utilizzare il fondo ESM per ricapitalizzare le banche a dopo le lezioni tedesche del Settembre 2013. Se la Merkel ha evitato un difficile voto al Bundestag è anche vero che i leader europei sono ritornati su una decisione presa quattro mesi fa soltanto perché la pressione dei mercati si è, per il momento, allentata. In realtà la situazione di Spagna e Grecia continua a peggiorare e tali scelte avranno le loro conseguenze.

http://www.telegraph.co.uk/finance/financialcrisis/9619458/EU-banking-supervision-is-no-triumph.html

 

La Repubblica

]Quei leader coraggiosi che mancano, all’Europa serve un nuovo Truman

Estratto dal nuovo libro di Carlo de Benedetti “Mettersi in gioco”.

Carlo De Benedetti – 19 ottobre 2012

Il male che oggi corrode l’Europa consiste nella mancanza di legittimità politica: i leader e le classi dirigenti fanno fatica a imporsi nei confronti di opinioni pubbliche agitate. Inevitabile, perciò, arriva il confronto con quei leader che sessant’anni fa traghettavano l’Europa fuori dalla più grande guerra della storia. Ripensando a quell’esempio i leader di oggi dovrebbero avere il coraggio di dirigersi fortemente verso l’unione federale.

Si dovrebbe far comprendere ai cittadini europei del “nord” le relazioni di interdipendenza che legano l’Europa e che non la renderebbero più forte se la Grecia abbandonasse la zona euro, piuttosto il contrario. Sessanta anni fa il presidente americano Truman ebbe la forza di spiegare ai suoi cittadini che era necessario usare i soldi americani per salvare l’Europa e i cittadini compresero le connessioni in gioco. Oggi il vero problema è che non si riesce a trovare quel tipo di leadership lungimirante che dovrebbe servire a spiegare che “gli slogan secondo i quali i tedeschi non devono pagare il conto dei greci e degli italiani servono a far vincere – forse – le elezioni al partito della Merkel, ma non eviteranno ai tedeschi stessi e all’Europa una delle piú pericolose recessioni dell’ultimo secolo.”

http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2012/10/19/news/de_benedetti_libro-44830666/?ref=search

 

Presseurope – Financial Times Deuthschland

Il futuro dell’Europa è a sud

Clauss Leggewie – 18 Ottobre 2012

Il sud dell’Europa e il bacino del Mediterraneo appaiono oggi, ad un primo sguardo, una fonte inesauribile di problemi: dal pericolo terroristico dell’Africa del Nord, al possibile crollo dell’euro fino alle ondate di profughi. In realtà sarebbe conveniente per tutta l’Europa restituire a queste periferie il ruolo storico che gli appartiene. È giunto il momento di concretizzare “l’Europa delle regioni” come una forma flessibile di cooperazione internazionale capace di dare legittimità democratica alle decisioni prese a Bruxelles. Soltanto attraverso questo approccio comprensivo si può sperare che l’Unione ritorni sulla scena internazionale da protagonista.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/2897651-il-futuro-dell-europa-e-sud

 

PressEurop – Il Foglio

Un referendum sul futuro dell’UE

Lucio Caracciolo – 17 ottobre 2012

Qualsiasi progetto per l’Europa deve passare per il dibattito pubblico e per il consenso dei popoli europei interessati. Sono gli europei, soggetto geopolitico sovrano, a dover scegliere se ed eventualmente come fare l’Europa. In concreto, si tratta di superare la logica dei trattati internazionali. Ad oggi sono gli stati membri a stabilire cosa sia e soprattutto cosa non sia l’Unione europea con ciò favorendo la duplice delegittimazione della democrazia: al grado nazionale e al grado comunitario.

http://www.presseurop.eu/it/content/article/2889551-un-referendum-sul-futuro-dell-ue

 

La Repubblica

Hollande: “Sono per Ue a più velocità”. “L’Europa è “vicinissima a uscire da crisi”

17 ottobre 2012

Il presidente francese François Hollande, in un’intervista a Le Monde, ha dichiarato di vedere un’Europa a due velocità composta da diversi cerchi, con un nocciolo duro al suo interno. Egli vede la fine della crisi avvicinarsi, anche grazie alle decisioni prese circa l’unione bancaria e ha intenzione di spingere i sui colleghi a lavorare per l’unione politica. Quello che invece va evitato è una condanna a vita per gli stati in difficoltà, che hanno già fatto notevoli sacrifici. Per questo motivo è importante ritornare alla crescita migliorando la competitività e coordinando le politiche economiche dei paesi membri.

http://www.repubblica.it/esteri/2012/10/17/news/hollande_fine_crisi-44708046/

 

La Repubblica

L’Europa sulle barricate

Lucio Caracciolo – 16 Ottobre 2012

Quando la crisi economica dell’eurozona sarà terminata, il problema si porrà in termini politici e culturali. Si dovranno fare i conti con la disputa circa i “caratteri nazionali”, imputati come vera ragione di questa crisi. Il problema degli intellettuali e dei leader politici che hanno tale opinione sta però alla base: se si considera che ogni persona appartiene per nascita ad un determinato ambiente, che lo caratterizza in maniera più o meno virtuosa senza speranza di cambiamento, che senso ha pensare ad un progetto di unione europea?

http://temi.repubblica.it/limes/il-nord-contro-il-sud-leuropa-sulle-barricate/39157