Rassegna Stampa Settembre – Ottobre 2015

Collaborare o fallire: verso un nuovo modello di comunicazione per la politica estera UE. (01/10/2015 – EPC)

Di Juliane Schmidt

http://www.epc.eu/pub_details.php?cat_id=3&pub_id=5991

L’Unione Europea dovrebbe impegnarsi per sviluppare un network di comunicazioni per far sì che la EEAS (European External Action Service) possa comunicare in maniera più efficace con tutti i soggetti interessati all’azione esterna dell’UE. Solo così la EEAS potrà preparare in maniera congiunta le strategie di politica estera e sviluppare a pieno il suo potenziale di coordinatrice dell’azione esterna UE.

 

Accordo sul Tpp, l’accordo di libero scambio tra Usa e 11 Paesi del Pacifico. Mentre il Ttip procede al rilento (05/10/2015 La Repubblica)

http://www.repubblica.it/economia/2015/10/05/news/ttp_asia_usa_pacifico-124384385/

Prosegue la negoziazione tra Usa e 11 Paesi del Pacifico per il Tpp, mentre rallenta il proseguimento dell’accordo gemello, tra Washington e Bruxelles a causa di disaccordi e mancanza di entusiasmo tra i burocrati e la popolazione europea.

 

Padoan: proporrò all’Ue sussidio comune per disoccupati (5/10/2015 – Il Sole 24 ore)

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2015-10-05/padoan-proporro-all-ue-sussidio-comune-disoccupati–194006.shtml?uuid=AC7fVYAB

Proposta tutta italiana, per migliorare il sistema di welfare e contribuire al benessere dei cittadini. Il ministro Padoan propone all’Eurozona un sussidio di disoccupazione per superare questioni sociali che potrebbero derivare da futuri shock economici, questo è quanto dichiarato in un‘intervista pubblicata sul Financial Times.

 

L’Europa con l’Ocse per combattere l’evasione fiscale delle multinazionali (05/10/2015 – Eunews)

Di Giulio Caratelli

http://www.eunews.it/2015/10/05/leuropa-con-ocse-per-combattere-levasione-fiscale-delle- multinazionali/42774

L’Ocse vuole contrastare le politiche fiscali presenti nei cosiddetti paradisi fiscali o regimi fiscali agevolati, per evitare che le aziende siano indotte a spostare i loro capitali o attività economiche in questi Paesi, potendo usufruire di una tassazione agevole.

La commissione Europea con il piano “Base Erosion and Profit Shifting” sostiene l’Ocse contribuendo con la lotta all’evasione fiscale delle multinazionali.

 

Juncker nasconde i rapporti con Big Tobacco. (05/10/2015 – L’Espresso)

Di Gianluca Di Feo

http://espresso.repubblica.it/internazionale/2015/10/05/news/ue-juncker-nasconde-i-rapporti-con-big-tobacco-1.233047?ref=HEF_RULLO

L’Ombudsman europeo Emily O’Reilly ha pubblicato un documento in cui evidenzia debolezze intrinseche, e scarsa chiarezza, nei rapporti intrattenuti dalla Commissione con i produttori di sigarette. In particolare, il dossier dell’Ombudsman ritiene che, sia la vecchia Commissione, sia l’attuale presieduta da Jean-Claude Juncker, abbiano omesso di rendere noti gli incontri con gli avvocati ingaggiati da Big Tobacco, limitandosi a registrare solo i colloqui con i lobbisti ufficiali. Dal canto suo la Commissione nega e respinge le accuse.

 

Consiglio “Economia e finanza” (06/10/2015 – Consiglio dell’Unione Europea)

http://www.consilium.europa.eu/it/meetings/ecofin/2015/10/06/

I ministri dell’Ecofin hanno raggiunto un accordo volto ad accrescere la trasparenza in materia fiscale. Esso prevede che gli Stati Membri si scambino informazioni relative ai tax ruling transfrontalieri per le società. Il progetto di direttiva mira a fornire garanzie alle società transfrontaliere riguardo alle modalità di calcolo delle tasse ad esse applicate. Pierre Gramegna, Ministro delle finanze dei Lussemburgo e presidente del Consiglio ha parlato di “passo decisivo verso la trasparenza in materia fiscale”.

 

Migranti, il Times: “Piano segreto per espellerne 400mila”. (07/10/2015 – La Repubblica)

http://www.repubblica.it/esteri/2015/10/07/news/migranti_il_times_piano_segreto_per_espellerne_400mila_-124497051/?ref=HREC1-1

Secondo il quotidiano britannico The Times, i vertici UE avrebbero preparato un piano per espellere 400’000 migranti economici entrati in UE nei primi sei mesi del 2015. Il piano prevedrebbe inoltre sanzioni per quei Paesi d’origine che dovessero rifiutarsi di riprendersi i loro cittadini. L’accordo prevedrebbe anche la detenzione preventiva di quanti debbono essere espulsi, per evitare casi di fuga.

 

I meriti nascosti dell’Unione europea. (07/10/2015 – Internazionale)

Di Bernard Guetta (traduzione di Andrea Sparacino)

http://www.internazionale.it/opinione/bernard-guetta/2015/10/07/i-meriti-nascosti-dell-unione-europea

L’Europa va ripensata per far tornare l’entusiasmo, oggi ridotto. A ciò contribuiscono sia il processo decisionale inadatto alle scelte che essa ha assunto, sia la scarsa comprensibilità delle sue istituzioni. Nonostante le difficoltà, e per quanto resti da fare, non c’è motivo di non riconoscere i risultati raggiunti fino ad ora dall’Unione.

 

I limiti inglesi ai benefit verso il sì della Corte Ue. (07/10/2015 – Il Sole 24 Ore)

Di Leonardo Maisano

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-10-07/i-limiti-inglesi-benefit-il-si-corte-ue-063849.shtml?uuid=ACeLpYBB

Pedro Cruz Villalon, avvocato generale della Corte europea di giustizia, sostiene la correttezza della posizione inglese in materia di welfare, contestata invece dalla Commissione europea. Si va, dunque, verso la vittoria britannica nella delicata materia dei benefit pubblici ai cittadini europei, non britannici, che vivono nel Regno. Londra ha introdotto il requisito ulteriore del diritto di soggiorno per accedere al sistema di welfare britannico, privando cioè di tale protezione i cittadini Ue che vivono in Gran Bretagna ma non hanno né lavoro, né reddito proprio.

 

Una giornata deludente al Parlamento Europeo (08/10/2015 – Internazionale)

Di Bernard Guetta (traduzione di Andrea Sparacino)

http://www.internazionale.it/opinione/bernard-guetta/2015/10/08/una-giornata-deludente-al-parlamento-europeo

Il discorso congiunto del presidente francese François Hollande e della cancelliera tedesca Angela Merkel al Parlamento Europeo è stato deludente. Chi si attendeva che i due aprissero nuovi orizzonti per l’Unione si è dovuto ricredere: l’intervento è stato privo di proposte concrete da entrambe le parti. Di fatto, Hollande e Merkel non avevano nulla di nuovo da dire ai cittadini, limitandosi a ribadire la loro fede nell’unità europea.

 

Il Consiglio approva un aumento dei fondi per affrontare la crisi dei rifugiati. (08/10/2015 Consiglio dell’Unione Europea Comunicato Stampa)

http://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2015/10/8-council-approves-money-refugee/

In risposta alla crisi dei migranti, il Consiglio ha approvato il progetto di bilancio rettificativo n°7 per il 2015. L’aumento di bilancio previsto è pari a 330,7 milioni di Euro. È la seconda volta, quest’anno, che il Consiglio aumenta il bilancio dell’UE per misure connesse alla migrazione. Il progetto di bilancio rettificativo n. 7/2015 richiede ancora l’approvazione del Parlamento europeo.

 

Il negoziato di Londra con la Ue parte dal welfare (09/10/2015 – Il Sole 24 Ore)

Di Leonardo Maisano

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-10-06/il-negoziato-londra-la-ue-parte-welfare-063919.shtml?uuid=AC81rpAB

Welfare: Londra VS Bruxelles;  La scelta britannica di non accettare quote di immigrati già giunti nell’Unione europea non risale alla volontà di confermare ancora una volta la distanza di Londra da Bruxelles. Il governo inglese vuole evitare il rischio di incentivare la fuga e si concentra sull’ottimizzazione del sistema di welfare.

 

Conservatori e laburisti insieme: nuovo fronte inglese contro l’Ue. (09/10/2015 – Il Sole 24 Ore)

Di Leonardo Maisano

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-10-09/conservatori-e-laburisti-insieme-nuovo-fronte-inglese-contro-l-ue–110912.shtml?uuid=ACwYQ9C

Il fronte del VoteLeave (Vota per Lasciare) britannico supera le tradizionali divisioni della politica anglosassone: tra gli euroscettici britannici si annoverano non solo i conservatori tradizionali, ma anche laburisti, verdi, nazionalisti nord irlandesi ed esponenti disillusi dell’Ukip. Nel lanciare la campagna per l’uscita di Londra dall’Unione, VoteLeave ha svelato un sondaggio secondo il quale il 53% dei britannici sarebbe favorevole ad uscire dall’UE qualora David Cameron non garantisse la fine del primato della legislazione UE su quella nazionale.

 

L’Europa discute della Siria, ma un’eventuale azione è incerta. (11/10/2015 – Politico.eu)

Di Jacopo Barigazzi

http://www.politico.eu/article/europe-sense-syria-assad/

I paesi UE ritengono che Bashar Al-Assad non debba far parte di alcun futuro governo siriano e che la Russia dovrebbe interrompere gli attacchi contro l’opposizione moderata. Allo stesso tempo non viene però annunciata alcuna azione diretta volta a rimuovere il presidente siriano. François Hollande, presidente francese, ha dichiarato: “Assad è l’origine del problema, e non può essere parte della soluzione”.

 

Spagna troppo ottimista, Bruxelles boccia il bilancio 2016 di Rajoy. (13/10/2015 – Il Sole 24 Ore)

Di Luca Veronese

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-10-12/spagna-troppo-ottimista-bruxelles-boccia-bilancio-2106-rajoy-155611.shtml?uuid=ACSr2jEB

La Commissione Europea boccia il progetto di bilancio presentato dal governo spagnolo guidato da Mariano Rajoy. L’analisi della Commissione Europea rileva come la Spagna rischi di non rispettare il patto di stabilità e crescita. E’ pertanto richiesta l’adozione di modifiche necessarie per raggiungere gli obiettivi fissati per risanare il bilancio. La bocciatura della Spagna è seguita con grande attenzione dagli altri Paesi europei impegnati a ridurre gli squilibri di bilancio, in particolare Francia ed Italia.

 

Verso un’economia europea sostenibile. (13/10/2015 – EPC)

Di Toutia Daryoush (Former Programme Assistant at the EPC), Annika Hedberg (formerly Ahtonen) (Senior Policy Analyst) and Romain Pardo (Policy Analyst)

http://www.epc.eu/pub_details.php?cat_id=3&pub_id=6022

La competitività europea in futuro dipende da come l’Europa sarà in grado di rispondere ai trends globali. A sua volta la risposta dipenderà dalla capacità di creare una economia europea che sia sostenibile dal punto di vista economico, sociale ed ambientale, in cui la crescita sia il risultato di un più efficiente uso delle risorse e del mitigare il cambiamento climatico.

 

Migranti: l’UE corteggia la Turchia prima del summit. (14/10/2015 – Euractiv)

Di EurActiv con l’apporto di Georgi Gotev

http://www.euractiv.com/sections/global-europe/eu-courts-turkey-migration-crisis-ahead-summit-318476

Come sottolineano ufficiali europei, nell’ambito delle negoziazioni portate avanti dall’Unione con la Turchia sulla questione dei migranti, il governo di Erdogan potrebbe avanzare richieste relative all’eliminazione della richiesta di un visto d’ingresso, all’aumento dei fondi e soprattutto all’avanzamento della procedura per l’ingresso turco nell’Unione. Dal canto loro Germania, Francia ed altri appaiono riluttanti nell’accettare l’ingresso della popolosa Turchia, mentre Donald Tusk, presidente del Consiglio Europeo, ha sottolineato come qualsiasi accordo con la Turchia abbia senso solo se riduce il numero di migranti in entrata.

 

EuPolis: conferenza finale a Roma su progetto Ue (15/10/2015 – Euractiv)

Di Maria Romana Allegri

http://www.euractiv.it/it/news/sociale/11674-eupolis-conferenza-finale-a-roma-su-progetto-ue.htm

Il 12 ottobre scorso si è svolta a Roma, la conferenza finale di un progetto durato 18 mesi che ha visto la realizzazione di diversi seminari e convegni per discutere in quest’ultimo caso, sulla necessità di superare i vincoli alla sovranità degli Stati Membri dell’Unione Europea, dando particolare rilevanza alla prospettiva economica.

 

La questione geopolitica. (15/10/2015 – The Economist)

http://www.economist.com/news/special-report/21673511-most-britains-friends-world-would-prefer-it-stay-geopolitical-question

Un’eventuale Brexit viene vista in modo negativo dai partners europei (Olanda ed i Paesi Scandinavi in primis) ed extraeuropei (Stati Uniti, Canada, Australia e Nuova Zelanda preferirebbero tutti una Gran Bretagna in UE, piuttosto che creare con quest’ultima una sfera anglofona, come suggeriscono gli euroscettici). Gli stessi Britannici potrebbero avere più da guadagnare a rimanere nell’UE che ad uscirne: le alternative alla membership UE sono, nel miglior caso, incerte. Una Gran Bretagna post-Brexit potrebbe trovarsi difronte alla non invidiabile scelta tra il mantenere l’accesso al Mercato Unico, dovendo sottostare a regole fissate da altri, oppure uscirne e fronteggiare barriere tariffarie e non. Nel giugno 1975, oltre il 67% dei votanti decise di mantenere la Gran Bretagna all’interno dell’allora CEE: la trasformazione dell’Unione in una organizzazione più liberale deve molto all’influenza britannica, e quest’ultima ha molto meno da guadagnare da un’eventuale uscita di quanto non avesse allora.

 

La lancia del TTIP. (17/10/2015 – The Economist, Charlemagne)

http://www.economist.com/news/europe/21674772-selling-europes-trade-agreement-america-strategic-has-problems-ttip-spear

Le negoziazioni relative alla conclusione del Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti (in inglese TTIP) tra Stati Uniti ed Unione Europea sono in corso dal 2013. I sostenitori del TTIP sottolineano che, oltre ad eliminare le residue barriere non tariffarie, esso contribuirà a cementare l’alleanza tra le due più importanti democrazie mondiali, fornendo inoltre uno standard cui il resto del mondo sarà costretto ad adeguarsi, anche in materia di diritti umani e lavoro. Di contro, i detrattori sottolineano come un accordo di questo tipo potrebbe contribuire ad alienare i paesi fuori dal TTIP, e ad avvelenare il sistema multilaterale. In tale ambito assume rilevanza anche la questione britannica: gli euroscettici britannici sostengono da tempo che il Regno Unito farebbe meglio a concludere accordi direttamente, piuttosto che affidarsi a Bruxelles. Un eventuale fallimento del TTIP darebbe ragione a questi ultimi.

 

Ttip, diritto del commercio e commercio del diritto (17/10/1015 Il Manifesto )

http://ilmanifesto.info/ttip-diritto-del-commercio-e-commercio-del-diritto/

Critici ma anche sostenitori  del TTIP; si suggerisce ad entrambi la lettura di un documento delle Nazioni Unite:.  In particolare si tratta di una descrizione delle conseguenze giuridiche, ritenute non meno gravi rispetto a quelle economiche.

 

La Merkel vuole convincere la Turchia a fermare  le partenze dei rifugiati in cambio di 3 miliardi. (19/10/2015  The Post Internazionale)

http://www.tpi.it/mondo/turchia/merkel-chiede-turchia-fermare-rifugiati-in-cambio-3-miliardi-e-ingresso-ue

Incontro tra la cancelleria tedesca e il leader turco; la prima afferma come l’Unione Europea abbia dei doveri in Turchia e suggerisce un accordo secondo il quale, il governo turco limiti l’ingresso di immigrati nei Paesi Membri, in cambio di un finanziamento e sostegno per l’adesione di Istanbul  all’Ue.

 

Agricoltura: riforma PAC punta ad affrontare insicurezza alimentare (19/10/2015  – Euractiv )

Di Sarantis Michalopoulos

http://www.euractiv.it/it/news/agroalimentare/11680-agricoltura-riforma-pac-punta-ad-affrontare-insicurezza-alimentare.html

Tra gli obiettivi della Commissione Europea, diventa sempre più rilevante la riduzione dell’insicurezza alimentare. L’obbiettivo è quello di dare una risposta efficiente alla previsione sull’aumento della popolazione alla quale deve corrispondere una maggior quantità di produzione alimentare. Tutto ciò può avvenire attraverso fondi rurali per la ricerca e l’innovazione e prendendo in considerazione Horizon 2020.

 

Trattato Usa-Ue su commercio, ripartono negoziati tra le proteste dei cittadini Ue. E la chiusura dell’accordo slitta (19/10/2015 Il Fatto Quotidiano)

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/10/19/trattato-usa-ue-su-commercio-ripartono-negoziati-tra-le-proteste-dei-cittadini-ue-e-la-chiusura-dellaccordo-slitta/2138720/

Nonostante la raccolta di 3 milioni di firme negli Stati Membri, si riuniscono a Miami I rappresentanti di Washington e Bruxelles per dare inizio all’undicesimo round in previsione di concludere l’accordo sul commercio internazionale. Restano ancora deboli alcuni capitoli relativi alla risoluzione delle controversie, alla sicurezza alimentare; in particolare durante questo round si discuterà sullo sviluppo sostenibile.   Le incertezze mettono a rischio, al momento, la conclusione del trattato prevista nel 2016.

 

Referendum UE: il sondaggio dei sondaggi. (20/10/2015 – whatukthinks.org)

http://whatukthinks.org/eu/opinion-polls/poll-of-polls/

I sondaggi sembrano suggerire come i Britannici siano equamente divisi sulla Brexit, mentre uno studio di questa settimana di Natcen, un istituto di ricerca sociale, afferma che gli elettori più giovani ed istruiti tendono ad essere più contrari all’uscita Britannica.

 

La Commissione decide: i vantaggi fiscali selettivi concessi a Fiat in Lussemburgo e a Starbucks nei Paesi Bassi sono illegali ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato. (21/10/2015 – Rassegna Stampa Commissione Europea)

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-5880_it.htm

A seguito di indagini approfondite, avviate nel giugno 2014, la Commissione è giunta alla conclusione che il Lussemburgo ha concesso vantaggi fiscali selettivi alla società di finanziamento di Fiat, e i Paesi Bassi alla società di torrefazione Starbucks. In entrambi i casi, un ruling fiscale emesso dall’autorità tributaria nazionale ha ridotto artificiosamente le imposte a carico delle società. Ciò è illegale ai sensi delle norme UE sugli aiuti di Stato: così facendo si concede un vantaggio concorrenziale sleale a determinate imprese a discapito di altre (soprattutto PMI). La Commissione ha pertanto ingiunto al Lussemburgo e ai Paesi Bassi di recuperare le tasse non versate da Fiat e Starbucks (pari a 20 milioni di euro per ciascuna impresa).

 

Dombrovskis sulla manovra: «Italia non in linea con le raccomandazioni Ue su scelte fiscali». (21/10/2015 – il Sole 24 Ore)

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-10-21/dombrovskis-manovra-italia-non-linea-le-raccomandazioni-ue-scelte-fiscali-104429.shtml?uuid=ACP8TWKB

Il vicepresidente della Commissione Ue Dombrovskis ha affermato che alcune scelte fiscali dell’Italia sembrano non in linea con le raccomandazioni europee in materia, che invitano a spostare il carico di tasse dal lavoro verso consumi e proprietà. La Commissione sta inoltre valutando la richiesta di flessibilità avanzata dall’Italia in ragione delle spese maggiori sostenute per affrontare la crisi dei migranti.

 

Il governatore della Banca d’Inghilterra è cauto sulla Brexit. (21/10/2015 – The New York Times)

Di Stephen Castle

http://www.nytimes.com/2015/10/22/business/international/bank-of-england-chief-takes-cautious-tone-on-eu-membership.html?ref=europe&_r=0

In un incontro tenutosi mercoledì all’Università di Oxford, Mark Carney, Governatore della Banca d’Inghilterra, ha espresso un cauto sostegno alla permanenza della Gran Bretagna in UE. Carney ha sottolineato come, nel complesso, la partecipazione all’Unione abbia contribuito ad aumentare il dinamismo dell’economia britannica, dando allo stesso tempo vita a nuove sfide in materia di stabilità economica e finanziaria. Fino ad oggi la Banca d’Inghilterra è riuscita ad affrontare queste sfide.

 

La rotta balcanica: i Leaders europei trovano l’accordo su un piano comune di azione in 17 punti. (25/10/2015 – Comunicato Stampa Commissione Europea)

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-5904_en.htm

Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea ha riunito a Bruxelles i leaders dei paesi – balcanici e non – coinvolti dal passaggio dei migranti. Egli ha sottolineato come, per far fronte alla crisi dei migranti, sia necessario un approccio comune basato sulla cooperazione. Deve essere visto in questa direzione l’accordo raggiunto su un piano di azione in 17 punti volto ad assicurare lo scambio di informazioni permanente tra i paesi coinvolti, e a garantire ai rifugiati supporto e cibo.

 

La Polonia sceglie la destra euroscettica. Maggioranza assoluta per Kaczynski. (26/10/2015 – Il Sole 24 Ore)

Di Luca Veronese

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-10-25/la-polonia-svolta-destra-maggioranza-assoluta-kaczynski-230511.shtml?uuid=AC79p5MB

Diritto e Giustizia (PiS) espressione della destra euroscettica, populista ed ultraconservatrice polacca si avvia ad una vittoria schiacciante alle elezioni. Secondo gli exit polls, la destra ha conquistato circa il 40% dei voti, e quasi certamente avrà la maggioranza assoluta in Parlamento. Diritto e Giustizia ha vinto criticando aspramente le misure economiche adottate dal precedente governo liberale, gradite invece a Bruxelles, che avevano garantito al paese anni di crescita e stabilità finanziaria.

 

La lobby degli agricoltori all’UE: Se le misure restrittive sulle emissioni vengono approvate lasceremo l’Unione. (26/10/2015 – Euractiv.com)

Di Euractiv.com con James Crisp

http://www.euractiv.com/sections/agriculture-food/farming-lobby-meps-we-will-quit-eu-if-emissions-capped-318838

La potente lobby degli agricoltori avrebbe affermato che l’industria è pronta ad abbandonare l’Unione se il Parlamento Europeo si esprimerà a favore di una limitazione delle emissioni di gas. La direttiva NEC propone di ridurre le emissioni di metano ed ammoniaca entro il 2030. Lo European Environment Board (EEB) ha accusato i lobbisti di ricatto, invitando i parlamentari europei a votare a favore delle riduzioni.

 

Visentini: Il Piano Juncker è solo una tanichetta di benzina nel motore della ripresa. (26/10/2015 – eunews.it)

Di Alfonso Bianchi

http://www.eunews.it/2015/10/26/visentini-il-piano-juncker-e-solo-una-tanichetta-di-benzina-nel-motore-della-ripresa/43942

Il neo segretario della Confederazione europea dei sindacati (Etuc-Ces), Luca Visentini, pur affermando che la Commissione Juncker sembra adottare un atteggiamento più propositivo rispetto a quella Barroso relativamente alle strategie Ue per fronteggiare la crisi, ha sottolineato come la strategia di investimenti Juncker non sia altro che: “una tanica di benzina nel motore della ripresa”.

 

Tax ruling: bocciatura del Parlamento Ue, ma l’accordo andra’ avanti. (27/10/2015 – Euractiv.com)

Di Giuseppe Latour

http://www.euractiv.it/it/news/economia-finanza/11705-tax-ruling-bocciatura-del-parlamento-ue-ma-l-accordo-andra-avanti.html

Il Parlamento Europeo ha votato oggi una risoluzione nella quale esprime il proprio parere sulle nuove regole proposte da Commissione e Consiglio in materia di tax ruling. Il parere (negativo) espresso dal Parlamento non è comunque destinato ad incidere sull’approvazione della direttiva, avendo esso carattere non vincolante. Secondo i parlamentari più critici le nuove regole sul tax ruling non porteranno l’atteso recupero di evasione fiscale.

 

La Commissione Juncker adotta il secondo programma di lavoro annuale: mantenere lo slancio e realizzare le 10 priorità. (27/10/2015 – Comunicato Stampa Commissione Europea)

http://europa.eu/rapid/press-release_IP-15-5923_it.htm

Il 27 ottobre la Commissione europea ha adottato il suo programma di lavoro per il 2016, il secondo della Commissione Juncker, che ribadisce l’impegno a favore delle dieci priorità politiche indicate negli orientamenti politici del Presidente. Il programma di lavoro per l’anno prossimo presenta proposte legislative sostanziali a continuazione dei programmi strategici adottati nel 2015. Esso si compone di 23 iniziative fondamentali imperniate sulle 10 priorità politiche della Commissione.

 

Effetto Orban sull’Ue: ecco perchè Juncker apre sulla clausola migranti e Renzi torna a sperare. (27/10/2015 – Huffington Post.it)

Di Angela Mauro

http://www.huffingtonpost.it/2015/10/27/junckermigranti_n_8399630.html?1445975415&utm_hp_ref=italy

L’atteggiamento tenuto da Orban al vertice dei paesi balcanici sull’emergenza immigrazione, e la vittoria della destra euroscettica e populistica in Polonia potrebbero modificare l’atteggiamento della Commissione europea sulla flessibilità in materia di legge di stabilità nazionali, richiesta da Italia ed Austria. Le istituzioni europee potrebbero infatti accettare le richieste di flessibilità dei governi moderati per aiutarli a fronteggiare l’opinione pubblica ed evitare che, tra qualche anno, questi governi siano rimpiazzati da forze estremiste ed antieuropeista, come avvenuto in Polonia ed Ungheria.

 

Bruxelles apre sulla flessibilità migranti. (28/10/2015 – Il Sole 24 Ore)

Di Beda Romano (con Gerardo Pelosi)

http://www.ilsole24ore.com/art/mondo/2015-10-28/bruxelles-apre-flessibilita-migranti-073657.shtml?uuid=AC6XuiOB

Il Presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker ha confermato che l’esecutivo europeo sarà magnanimo nel valutare i conti pubblici di quei paesi che si sono impegnati più di altri nell’affrontare la crisi dei migranti. Italia e Austria, tra gli altri, hanno chiesto maggiore flessibilità alla Commissione nella valutazione delle finanziarie. L’esecutivo europeo è chiamato a dare una valutazione entro fine novembre.

 

Profughi, la beffa delle quote. Dall’Italia all’estero solo 90 migranti in un mese. (28/10/2015 – Corriere della Sera)

Di Fiorenza Sarzanini

http://www.corriere.it/politica/15_ottobre_28/profughi-beffa-quote-dall-italia-all-estero-solo-90-migranti-un-mese-0ccc8b3e-7d3a-11e5-b7c2-dc3f32997c8b.shtml

Il piano per la redistribuzione dei migranti approvato a fine settembre dai ministri dell’interno dell’Unione Europea si sta rivelando un vero flop. Dall’Italia era previsto il trasferimento di 40 mila migranti in due anni: in un mese, invece, solo 90 hanno lasciato il paese. Le richieste accolte dagli altri paesi UE sono infatti solo 525, e nessuna con effetto immediato. La mancata redistribuzione mette in pericolo l’attuazione del sistema degli hotspots.

 

Cameron agli anti-Eu: l’opzione norvegese non adatta al Regno Unito. (28/10/2015 – The Guardian)

Di Nicholas Watt

http://www.theguardian.com/politics/2015/oct/28/cameron-to-confront-norway-option-anti-eu-campaigners

David Cameron si schiererà oggi a favore del mantenimento dello status di paese membro dell’ UE per la Gran Bretagna. In un incontro del Northern Future Forum di Reykjavik, egli confuterà l’opzione norvegese, che consentirebbe di mantenere l’accesso al mercato unico senza essere membro dell’Unione, e che viene presa ad esempio dal movimento pro-Brexit VotetoLeave. Cameron sottolineerà come la Norvegia sia il decimo contributore dell’Unione, e sia vincolato dalle regole del mercato unico senza però avere in cambio alcuna voce nel processo decisionale.